L’AQUILA – Musica, cultura e polemiche per il 1° maggio abruzzese. Musei aperti, concerti ma anche il ricordo di quanti perdono la vita sul posto di lavoro.
“Il 1° maggio non è più la festa del lavoro ma del consumo”, sostiene amaramente la Cgil.
L’Ugl, invece, invita il mondo sindacale a fare quadrato intorno ai diritti dei lavoratori.
ALL’AQUILA MUSICA NEL PARCO DEL CASTELLO
Alle 21, al parco del Castello, musica con il progressive-reggae di Libere Ritmiche, l’eletronic music dei Ministero de disturbo, il rock degli After The Break e i Mota Semper.
LUCA NAPOLITANO A PESCARA
Luca Napolitano, cantautore italiano, tra i protagonisti dell’ottava edizione del talent show ‘Amici’, anima il pomeriggio della festa del lavoro a Pescara con un concerto in piazza Salotto. Appuntamento alle ore 18.
A CHIETI CONCERTO CON I NERI PER CASO
I Neri per caso, insieme al coro dei bambini ”I Marrucini”, al coro Selecchy e al trio Pianiste all’Opera, animano la serata di Chieti, in piazza San Giustino, a partire dalle 21 con il ”Concerto per il Lavoro”.
IL RICORDO DELLE ”MORTI BIANCHE” A LANCIANO
A Lanciano (Chieti) l’intera giornata sarà dedicata a Haralambe Ciuboteriu, Yaroslav Iankinechi e Metushi Grobaz, “morti bianche” delle scorse settimane nella cittadina frentana.
Un grande evento di musica gratuito a sostegno dei giovani musicisti abruzzesi che promuove fattivamente le band emergenti, favorendone l’inserimento nel panorama della musica professionista con tour, incisione del loro extended play e realizzazione di videoclip.
ASPETTANDO IL 1° MAGGIO A TERAMO
Teramo ha anticipato il 1° maggio, ieri, con il concerto all’Area ex Villeroy, nel quartiere Gammarana, per la settima edizione della manifestazione musicale “Aspettando il primo maggio”.
Sul palco si sono alternati Bandabardò, Africa Unite, Linea 77, Velvet, Rainska, Profunk, Sostanze Corrosive e Dj Kurtz.
GLI APPUNTAMENTI CULTURALI
Musei, siti monumentali e archeologici statali aperti il 1° maggio in Abruzzo, all’insegna della cultura e della riscoperta del patrimonio artistico.
Con l’obiettivo di migliorare l’offerta e di offrire servizi sempre più adeguati alle esigenze del pubblico, il progetto di apertura straordinaria si svolgerà anche nella nostra regione con il coordinamento dalla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici che ha aderito all’invito rivolto dal ministero, condividendone le motivazioni e lo spirito.
“Dopo le aperture straordinarie di Pasqua e del lunedì dell’Angelo – spiega il direttore regionale Fabrizio Magani – cittadini e turisti potranno godere dello straordinario patrimonio culturale abruzzese anche il 1° maggio, grazie alla disponibilità e alla sensibilità del nostro personale”.
Con l’apertura straordinaria in alcuni musei sarà possibile fruire anche di eventi temporanei come la mostra “Sulle Rive della memoria, il prosciugamento del lago del Fucino, la più grande opera idraulica dell’Italia unita” in corso di svolgimento presso MUSé, nuovo Museo Paludi di Celano (L’Aquila) e, sempre a Celano ma al Castello Piccolomini, si potranno visitare le mostre “Le Belle e Dolci Madonne del Rinascimento dal museo nazionale dell’Aquila” e “Manifatture d’eccellenza in Abruzzo dal Medioevo al Rinascimento: scultura, maiolica oreficeria”.
CGIL: ”FESTA DEL CONSUMO, NON DEL LAVORO”
Dura presa di posizione della Filcams Cgil Abruzzo sul 1° maggio: “In alcuni comuni abruzzesi ci risulta siano state concesse autorizzazioni alle attività commerciali per poter stare aperte nella giornata della festa del lavoro. Sempre più spesso ci troviamo di fronte a iniziative estemporanee di amministrazioni comunali, o di aziende del settore commercio, che decidono di derogare agli obblighi della legge regionale sulla chiusura delle attività commerciali in occasione delle ricorrenze festive”.
“E ogni volta vengono date le stesse giustificazioni: – dice la Cgil Abruzzo – la crisi non ci permette di stare chiusi, i fatturati delle imprese subirebbero forti riduzioni, bisogna rilanciare i consumi, e tanto altro”.
“Giustificazioni insensate – scrive la Filcams – come se la crisi si risolvesse con le aperture domenicali e festive. Il tutto sempre e solo a discapito dei diritti dei lavoratori che sono costretti a lavorare sotto il ricatto di perdere il posto di lavoro. Una offerta più ampia non accresce la richiesta, la distribuisce diversamente, e male”.
“Queste iniziative estemporanee – aggiunge l’organizzazione sindacale – hanno l’effetto da un lato di creare concorrenza sleale tra le imprese, dall’altro tendono ad aumentare le deroghe alle chiusure. La crisi va affrontata con altri strumenti: nuove politiche di distribuzione del reddito; tassazione dei grossi capitali e delle rendite finanziarie; lotta all’evasione fiscale; investimenti sul pubblico”.
“Siamo alla degenerazione della società civile, dove il consumo è diventato l’unico modello di riferimento, dove non hanno più valore l’associazionismo, la cultura, la storia, dove i lavoratori sono diventati merce di scambio e non essere umani. La storia viene cancellata – polemizza la Cgil – le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori per l’affermazione della propria dignità, ancor prima dei propri diritti, vengono rese secondarie rispetto al consumismo”.
“Buon 1° maggio, una volta dei lavoratori, ora festa del consumo”, conclude il sindacato.
L’UGL: ”PIU’ VITA AL LAVORO, PIU’ FORZA AI DIRITTI”
“Il 1° maggio non può essere una ricorrenza che divide. Il richiamo del presidente Napolitano dovrebbe non solo far riflettere su quanto non fatto fino ad ora ma essere anche monito ad abbassare i toni dello scontro e le sterili polemiche utilizzate solo a fini propagandistici”, lo sostiene l’Ugl.
“Il lavoro non ha colore – afferma ancora l’Ugl – per cui non si capisce come ci si possa dividere, fermo restando le questioni di principio. È necessario avere una progettualità comune su come arginare un momento così drammatico”.
“E come non pensare in questa ricorrenza alle vittime del lavoro – sottolineano dal sindacato – ed è proprio per onorare la loro memoria che siamo chiamati a fare quadrato affinché si continui a lavorare uniti per garantire il ritorno a casa di quanti al mattino ne escono per raggiungere i propri posti di lavoro”.





