FARINDOLA – Due chiese gremite, a Penne e Farindola (Pescara), hanno dato oggi l’addio a Gabriele D’Angelo e Alessandro Giancaterino, due vittime della slavina che mercoledì 18 gennaio ha travolto e distrutto l’hotel Rigopiano.

Intanto, il corpo di una donna è stato estratto dalle macerie dell’hotel intorno alle 19.30 dai vigili del fuoco. Sale dunque a 17 il numero delle vittime della valanga, mentre sono ancora 12 i dispersi.

SUPERSTITI E VITTIME

C’erano 40 persone nell’hotel Rigopiano quando la valanga, nel pomeriggio di mercoledì, ha investito la struttura: 28 ospiti, di cui 4 bambini e 12 dipendenti, compreso il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane.

Due persone, il cuoco Giampiero Parete e il tuttofare dell’hotel, Fabio Salzetta, si sono salvati perché al momento della slavina si trovavano all’esterno dell’albergo. Sono stati recuperati dagli uomini del soccorso alpino all’alba di giovedì scorso.

Dalle macerie i vigili del fuoco hanno poi estratto vive, tra la giornata di venerdì e l’alba di sabato scorsi, 9 persone: la moglie e il figlio di Parete, Adriana Vranceanu e il piccolo Gianfilippo; tre bambini, l’altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo, e altre 4 persone. Si tratta di Giampaolo Matrone, Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi.

Le vittime al momento estratte sono invece 17: 9 uomini e 8 donne. Di queste ne sono state identificate 6: Sebastiano Di Carlo e la moglie Nadia Acconciamessa, il maitre dell’hotel Alessandro Giancaterino, il cameriere Gabriele D’Angelo, l’estetista Linda Salzetta e Barbara Nobilio.

Restano da identificare 11 vittime, 6 uomini e 5 donne.

Sono invece ancora 12 i dispersi.

I FUNERALI

“I volontari della Croce Rossa si donano generosamente e pagano un prezzo, come vediamo per l’elicottero caduto” del 118 nell’Aquilano, ha detto il parroco don Venanzio, all’inizio dei funerali a Penne del cameriere e volontario della Croce Rossa.

In mattinata, nella chiesa di San Nicola Vescovo a Farindola, il primo funerale di una vittima del disastro, il maitre dell’albergo, Alessandro Giancaterino, 42 anni di Farindola, a pochi chilometri dal luogo dove è caduta la valanga. La bara è stata portata a spalla sotto la pioggia dal Comune, dove era stata allestita la camera ardente. Oltre ai familiari, tra cui la moglie Erika, il figlio Niccolò di 9 anni e il fratello Massimiliano, c’erano il prefetto di Pescara Francesco Provolo e il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta. 

Al funerale anche il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, che in questi giorni segue le operazioni di soccorso dal centro operativo di Penne.

C’era anche Fabio Salzetta, il tuttofare dell’hotel Rigopiano, scampato al disastro, che ieri sera ha saputo della morte della sorella Linda, che lavorava all’albergo come estetista ed è stata estratta cadavere dalle macerie. I due sono di Farindola e lei, ha detto un parente, “si doveva sposare il 5 maggio”. “Per guadagnarsi un pezzo di pane, guarda che fine che ha fatto”, ha commentato la parente della ragazza morta.

“Tanta umanità è una risposta: la condivisione del dolore, l’esserci”, ha detto don Andrea durante il funerale di Giancaterino. “Nostro fratello Alessandro non è perduto, è nell’amore di Dio”, ha affermato tra l’altro il sacerdote nella sua omelia.

Qualche momento di tensione con alcune troupe tv nel pomeriggio a Penne. Sul sagrato la bara ha attraversato due ali di uomini delle forze dell’ordine. Nella chiesa parenti e amici di D’Angelo, ma anche tanti cittadini di Penne, dove era conosciuto per il suo impegno nel sociale. Alla destra dell’altare una corona di fiori della Presidenza della Repubblica.

 Mentre i soccorsi lavorano giorno e notte senza sosta, nella speranza di poter trovare qualcuno ancora in vita, speranza a cui ha dato forza il ritrovamento, ieri, di tre cuccioli di pastore tedesco ancora vivi, rimasti bloccati in un locale caldaie dell’albergo, proseguono le indagini per ricostruire le ore immediatamente successive al disasto. E, con il passare delle ore emergono dettagli, come la telefonata d’allarme raccolta da una funzionaria della Prefettura e ignorata, perché ritenuta falsa.

Domani pomeriggio, nella conferenza stampa che si terrà presso il Tribunale di Pescara alle ore 15, il procuratore aggiunto Cristina Tedeschini dovrebbe fornire maggiori delucidazioni al riguardo. Stanno abbastanza bene Vincenzo Forti e Giorgia Galassi, due dei superstiti della tragedia dell’ Hotel Rigopiano, ascoltati questa mattina, per oltre cinque ore, presso il Comando provinciale dei carabinieri di Pescara.

Dal bollettino medico diffuso oggi ,alle ore 16 ,dalla direzione sanitaria dell’Ospedale ” Santo Spirito” di Pescara, emerge che un solo paziente è ancora ricoverato presso l’Unità operativa di ortopedia e le sue condizioni continuano ad essere buone. I due bambini ricoverati in pediatria sono stati dimessi verso le ore 12 di oggi. Sono transitate presso l’obitorio cinque salme che sono state già restituite alle famiglie mentre altre 10 sono presenti ed una è già stata identificata mentre per le altre è già in corso l’identificazione.I prossimi bollettini saranno forniti via e-mail.