L’AQUILA – La parola ai candidati.

AbruzzoWeb ha deciso di lasciare spazio ai contendenti delle primarie del Partito democratico, che il 29 dicembre prossimo decideranno l’ordine delle liste di questo partito nelle prossime elezioni politiche di gennaio, ovviamente al netto di deroghe e diktat da Roma.

Gli studi di questo giornale si sono aperti a quattro candidati dell’Aquilano, alle prese con un frastagliato quadro di frammentazione e perfino rivalità tra zone, L’Aquila piuttosto che la Marsica, la Valle Peligna e l’Alto Sangro, ma con il comune denominatore della ricostruzione post-sisma con cui fare i conti.

Stefania Pezzopane, assessore comunale nel capoluogo, Americo Di Benedetto, presidente dell’assemblea provinciale del Pd, Michele Fina, dirigente nazionale e Giovanni Lolli, deputato uscente e già sottosegretario, hanno detto la loro ad AbruzzoWeb parlando di scenari locali e nazionali.

Tutti comuni almeno su un punto, quella del 29 sarà una grande manifestazione della gente che “potrà tornare a decidere a scapito delle liste bloccate previste dalla legge elettorale del Porcellum”, dicono a una voce.

L’AQUILA


PEZZOPANE: ”PORTERO’ IN PARLAMENTO LA VOCE DELL’AQUILA”

“Mi candido perchè ho il desidero e l’ambizione di portare in parlamento la voce dell’Aquila, affinchè alla ricostruzione urbanistica segua anche quella sociale. Voglio che la città venga presa in considerazione anche su questo tema, tralasciato dalla politica nazionale”.

A dichiararlo è Stefania Pezzopane, candidata alle elezioni primarie del Partito democratico del 29 dicembre prossimo.

“Non diventerò ‘romana’ ma sarò sempre aquilana”, aggiunge l’attuale assessore comunale alla Cultura, commentando il suo eventuale impegno in Parlamento, che ha detto di “non temere nessuno” tra i competitor in lizza, invitando i cittadini a recarsi ale urne.

LA CONFERENZA STAMPA: “CULTURA E RICOSTRUZIONE SOCIALE IMPEGNI PRIORITARI”

L’AQUILA – Festività natalizie e campagna elettorale si mescolano per gli aspiranti parlamentari del Partito democratico che il 29 dicembre ,dalle 8 alle 21 negli stessi seggi in cui si è votato il 25 novembre scorso, si confronteranno con le primarie per aspirare ad un posto al sole nelle liste per le politiche di febbraio

Nel giorno di Santo Stefano Stefania Stefania Pezzopane, assessore comunale alla Cultura al Comune dell’Aquila, ha rinnovato il suo appello al voto “per far sì che in Parlamento entri una donna che farà di due questioni fondamentali il suo impegno quotidiano: ricostruzione sociale e cultura, soprattutto in vista della candidatura della città dell’Aquila a diventare capitale europea del 2019 della cultura”.

“La vicenda aquilana sembra ormai archiviata dopo un’esposizione molto forte degli anni scorsi, ma sappiamo tutti che non è così. Questo Governo ha fatto delle buone cose, come sbloccare i 2 miliardi del Cipe, ma per il futuro c’è incertezza delle risorse, dal momento che una volta esauriti quelli a disposizione in Cassa rimarrà ben poco per la ricostruzione. E poi ci sono battaglie ancora da combattere, come quella del ripristino del contributo agevolato con il sistema della Cassa depositi e prestiti e dei contributi Inps-Inail. Tutte vicende che seguirò da vicino anche se andrò a Roma” ha detto la Pezzopane che, però, non dimentica il resto del territorio provinciale.

“Come presidente della Provincia – ha aggiunto – ho conosciuto a fondo la realtà di tutta la Provincia, ente che non merita di finire sulle cronache per questioni giudiziarie. Ci sono questioni aperte, come la Micron di Avezzano, che necessitano un attenzione costante e un impegno quotidiano”.

Alle primarie gli elettori potranno votare per una donna ed un uomo la Pezzopane ha ricordato come “in questi anni se c’è stata una persona che si è spesa in prima persona per questa città e questo territorio è Giovanni Lolli”.

Infine una riflessione sulle candidature e le deroghe concesse ad alcuni esponenti illustri, come il senatore Franco Marini, che non si sottoporranno al giudizio delle consultazioni popolari: “Noi abbiamo scelto di confrontarci per entrare in Parlamento senza avere il timbro di ‘nominati’”. (g.a.)
 

DI BENEDETTO: ”IL PARTITO DEVE CRESCERE”

“Mi candido innanzitutto per agevolare il processo di crescita del partito. Con la mia candidatura, che non ho scelto da solo ma su cui è stata fatta una valutazione, si può dare un contributo sia sotto il profilo politico, ma anche amministrativo e istituzionale”.

Così Americo Di Benedetto, presidente provinciale del Partito democratico commenta la sua candidatura alle primarie del 29 dicembre prossimo per la scelta dei candidati in vista delle elezioni politiche del prossimo febbraio.

“Rispetto per tutti ma timore per nessuno” aggiunge poi Di Benedetto, che alle primarie di novembre ha sostenuto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi.

FINA: ”IL PD SARA’ PROTAGONISTA”

“Viviamo una fase delicata e penso sia giusto dare una mano al Paese, mettendoci la faccia. Le prossime elezioni segneranno un cambio di fase, che spero veda il Pd protagonista”.

Questo l’auspicio del dirigente nazionale democrat, Michele Fina, ex assessore provinciale.

“Noi possiamo dare un piccolo contributo al governo del Paese, per segnare davvero una svolta politica seria”, conclude.

IL MESSAGGIO AGLI ELETTORI DI FINA: “RINNOVAMENTO E MORALITA’, MI TAGLIERO’ LO STIPENDIO”

“Care amiche, cari amici, il 29 Dicembre, dalle 8 alle 21, anche nel vostro paese si voterà per selezionale i candidati al Parlamento. Perché il Pd è differente. Per questo, a fronte di una legge elettorale sbagliata che contribuisce ad acuire la distanza tra cittadini ed Istituzioni, abbiamo deciso di restituire la parola ai nostri elettori ed iscritti. Se avete votato alle primarie per la scelta del Candidato Presidente oppure se siete iscritti al Pd nel 2011, potete recarvi al seggio del vostro paese e scegliere il vostro candidato”.

“Io mi sono candidato perché penso ci sia bisogno di rinnovamento, coraggio, moralità e radicamento nel territorio; perché ho a cuore il mio Paese e spero sia governato e cambiato nel profondo dal Pd; perché sono convinto si possano avere metà parlamentari a metà stipendio e, se dovesse toccare a me, finché non riuscirò a far adottare questo provvedimento, m’impegno a destinare metà indennità a progetti di carattere sociale e culturale con i Comuni e le Associazioni della Provincia dell’Aquila; perché ritengo ci sia bisogno di ricambio generazionale e non si possa sempre dover scegliere tra coloro che hanno svolto e continuano a svolgere numerosi incarichi istituzionali; perché penso che la politica, oggi più che mai,  abbia bisogno di coraggio e di profonda onestà anche quando costa molto in termini personali come è ca pitato a me nel contrappormi senza sconti al metodo “Lusi”; perché conosco ogni angolo della mia provincia: la mia esperienza politica e amministrativa nel territorio, mi ha portato in contatto con ogni nostro paese, con gli amministratori, i militanti ed i cittadini che li vivono, consentendomi di conoscere i nostri limiti e le nostre potenzialità”.

“Sono nato ad Avezzano il 30 Settembre 1978, sono cresciuto a Luco dei Marsi ed ho iniziato a fare politica da studente in Marsica. Mi sono laureato alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università dell’Aquila, città dove ho svolto per sei anni l’attività di Assessore provinciale, seguendo anche l’emergenza terremoto come delegato alla Protezione Civile. Professionalmente sono iscritto come Artigiano alla Camera di Commercio di Sulmona perché sto sviluppando “Authentic Stories Project” da una mia idea di riscoperta e di sviluppo dell’artigianato artistico locale e sono convinto che la Valle Peligna debba esprimere al più presto un nuovo progetto di crescita ed una più forte rappresentanza istituzionale. Infine ho una meravigliosa compagna che fa il Sindaco di un piccolo borgo dell’Alto Sangro”.

“Nel Partito Democratico Nazionale sono da due anni Responsabile, a titolo gratuito e volontario, delle Politiche per il Paesaggio nel Dipartimento Cultura. Questa esperienza mi ha dato l’opportunità di capire meglio cosa dovremmo cambiare e conoscere chi potrebbe aiutarci a sostenere i nostri progetti. Il mio territorio, la provincia dell’Aquila, condivide tutte le difficoltà del resto del Paese ed aggiunge ad esse problemi specifici, zona per zona. Tuttavia condivide anche la stessa speranza di ricostruzione. L’unica strada resta quella dell’unità in una comune sorte e non quella della divisione campanilistica. La rinascita della città Capoluogo e la soluzione delle vertenze occupazionali (in ultimo quella della Micron), lo sviluppo della vocazione turistica e la qualità ambientale, l’economica dell’auten ticità e i centri di eccellenza della ricerca e dell’Università, sono ancora ingredienti di un’unica ricetta, i tratti di un unico profilo”.

“Per tutto questo vi chiedo un sostegno e colgo l’occasione per inviarvi i miei migliori auguri di  serene Feste a voi e alle persone a cui volete bene”.

LOLLI: ”MIO NOME A DISPOSIZIONE DELL’AQUILA”

“Apprezzo enormemente la scelta fatta dal mio partito, in un clima di profondo discredito della politica. L’unica strada che si poteva pecorrere è quella di rimettere tutto nelle mani dei cittadini”.

Ne è convinto il parlamentare Pd uscente Giovanni Lolli.

“Sono orgoglioso di questa scelta, quindi ho ritenuto giusto mettere a disposizione dei cittadini della provincia dell’Aquila il mio nome”.

LE ALTRE PROVINCE

Per saggiare il terreno in casa democrat anche nelle altre tre province, AbruzzoWeb ha rivolto le stesse domande a un gruppo di candidati provenienti dal Chietino, dal Pescarese e dal Teramano.

In particolare sono stati ascoltati il senatore uscente chietino Giovanni Legnini, il consigliere comunale pescarese Gianluca Fusilli e il deputato uscente teramano Tommaso Ginoble.

Perché si candida alle primarie?

Legnini: Perché per otto anni ho fatto un’esperienza che ritengo fruttuosa e positiva, e credo di avere titoli e considerazioni per proseguirla nella nuova legislatura, dando un sostegno a governo di cambiamento e rinnovamento, ma anche di esperienza e competenza.

Fusilli: Le primarie sono un’occasione di partecipazione in cui i cittadini scelgono un candidato, il Pd di Pescara non poteva non esserci, visto che ha ambizioni di una rappresentanza importante.

Ginoble: Perché mi sento in grado di dare il mio contributo, fatto di freschezza e passione. E anche per completare il mio percorso politico e di vita.

Cosa pensa di avere in più o di diverso rispetto agli altri candidati?

Legnini: Non spetta a me dirlo, implicherebbe un giudizio sulla mia persona che sono l’ultimo a poter dare. Posso solo dire che, sulla base dell’esperienza di questi anni, ritengo che si possa essere utili al Paese e alla collettività anche in virtù della sedimentazione di un capitale di esperienza, di relazioni, di credibilità e di affidabilità che non si improvvisa, ma si conquista con il lavoro nel tempo e con l’accumulo di cose positive.

Fusilli: Questa è una competizione tra simili, ognuno mette a disposizione la propria esperienza. Da parte nostra, c’è la voglia di mettere in campo uno dei partiti più forti che comprende anche la Provincia di Pescara. Il nostro è il buon governo a disposizione dei cittadini.

Ginoble: Non credo che si debba puntare sulla diversità, bensì sulla normalità. È il momento di lavorare secondo il progetto del centrosinistra, continuando il percorso intrapreso dal governo Monti in relazione all’attenzione ai conti pubblici, ma dando più attenzione alle classi sociali più deboli, per dare speranza e respiro alle famiglie in difficoltà che non arrivano a fine mese.

Chi teme di più degli altri contendenti?

Legnini: Guardo tutti con simpatia, faccio un in bocca al lupo a tutti, metto a disposizione la mia persona e il mio nome per partecipare a un grande progetto di ripresa e cambiamento del nostro Paese. Il centrosinistra non è mai stato al governo in una condizione di solidità, di numeri, di coesione. Adesso ci sono le condizioni.

Fusilli: Rispetto tutte le proposte di candidatura.

Ginoble: Tutti gli avversari vanno rispettati. Saranno gli elettori e solo loro a decidere chi sarà l’avversario più pericoloso.

Dove va il Partito democratico?

Legnini: Il Pd deve ripartire dagli impegni europei e di grandi riforme del Paese, alle quali abbiamo dato un contributo non irrilevante, apportando comunque di più le nostre idee, innestando maggiormente su quell’agenda i nostri progetti. Tradotto, tutto ciò che può portare a più crescita, lavoro, giustizia sociale e moralità. Su questi temi ci impegneremo senza rinnegare e contraddire l’agenda Monti.

Fusilli: Cercheremo di creare un fronte progressista puntando alle alleanze con l’aria moderata del Paese. In questo discorso, Sel deve esserci.

Ginoble: Continueremo a strutturare un rapporto più diretto con gli elettori, a parlare con la gente e comprenderne i bisogni. Oggi le persone vivono difficoltà non solo di natura economica, ma anche quelle legate a una sensazione di solitudine. Dobbiamo quindi ascoltarle. Per quanto riguarda le alleanze, troveremo un incontro con le forze di centro che guardano nella stessa direzione per avere una più larga convergenza. Giorgio Alessandri, Alberto Orsini, Elisa Marulli e Roberto Santilli