CHIETI – Sono il senatore Giovanni Legnini e la direttrice del servizio trasfusionale della Asl Patrizia Di Gregorio i candidati sui quali scommette il Pd di Chieti alle primarie di sabato prossimo con le quali verranno scelti i candidati alle prossime elezioni politiche.
Questa mattina il segretario cittadino del Partito democratico, Enrico Iacobitti, ha tenuto una conferenza stampa per invitare a votare per i due candidati teatini alle consultazioni del 29 che incoroneranno i sei nomi che finiranno sulla lista regionale del Pd alle prossime politiche.
Dieci le persone in lista, cinque uomini e cinque donne. Secondo le stime di partito, le posizioni utili per essere eletti sono solo le prime due o al massimo la terza (nell’eventualità che il partito dovesse fare incetta di consensi).
Possono votare tutti i tesserati e coloro che hanno partecipato alle primarie scorse. Ci sono tre possibilità di voto: esprimendo il proprio consenso per un uomo, per una donna o per una donna e un uomo insieme.
Il punto forte dell’accoppiata teatina è sicuramente il senatore Legnini. I suoi sostenitori non negano che l’obiettivo è quello di farlo diventare il primo degli eletti. E se così fosse, il segretario Iacobitti ha già presentato ufficiale richiesta al partito nazionale perché Legnini possa ottenere il ruolo di capolista, visto che, secondo le regole interne, questo ruolo viene assegnato a livello centrale.
In considerazione della caratura del personaggio, la richiesta potrebbe venire accolta senza problemi.
Per il senatore, dunque, è iniziata a tutti gli effetti la campagna elettorale per le politiche. Per l’altra candidata teatina, invece, la strada appare maggiormente in salita.
Lei però non si scompone: “Sono abituata a lottare – dice ad AbruzzoWeb – ho sempre combattuto per ottenere qualcosa e continuerò a farlo. E comunque non gioco solo per il risultato. Sono una persona libera, non ho mai voluto far parte della nomenclatura di questo partito che ho contribuito a fondare e non mi sono mai candidata prima d’ora. Se l’ho fatto adesso è perché posso dare il mio contributo”.
Direttore del servizio trasfusionale della Asl, delegata regionale della Società italiana di medicina trasfusionale, per la quale è anche presidente nazionale dei revisori dei conti, membro del direttivo nazionale della Speme (Società per l’educazione continua in medicina) e docente di medicina trasfusionale e patologia clinica all’università “d’Annunzio”, la Di Gregorio scende in campo anche per ricompattare il Pd teatino.
Non lo dice direttamente, ma si sa che è, infatti, personaggio molto vicino alla componente renziana, non fosse altro che per il fatto di essere la zia del responsabile regionale dei Giovani democratici, Alessandro Marzoli, leader locale della corrente che fa capo al sindaco di Firenze.
A chiederle di candidarsi sono stati, però, i maggiorenti del Pd locale, tutti bersaniani, essendo evidentemente persona di cui la maggioranza del partito si fida pienamente. Di qui il suo ruolo di cerniera tra le due anime del Pd, che potrebbe anche favorirla nell’attuale competizione elettorale.
È lecito supporre, infatti, sebbene l’interessata preferisca sviare il discorso a riguardo, che i renziani siano pronti a scendere in campo in forze per sostenerla.
Intanto domani sera, allre ore 18.30, presso il ristorante la Corte dei re in viale Masci, i due candidati incontreranno insieme gli elettori. (ar.ia.)





