L’AQUILA – “Ora cambia tutto, è ovvio che l’equilibrio è stato spostato dall’altra parte e si è chiusa la fase dell’Ulivo e del centrosinistra e si apre una fase più in linea con il partito della nazione che governa a livello nazionale”.

Il giudizio del consigliere comunale di Rifondazione comunista Enrico Perilli è tranciante, all’indomani delle primarie che hanno incoronato Americo Di Benedetto candidato sindaco del centrosinistra all’Aquila, a cui il suo partito non ha concorso, e prefigura un ridisegno del perimetro della coalizione che ha amministrato la città negli ultimi dieci anni.

“Domani sera ne discuteremo nel direttivo, ma per noi questo centrosinistra diventa impraticabile”, dice, lanciando un “appello a tutta la sinistra a ricostituire un blocco di sinistra, invitiamo Nicola Trifuoggi e Appello per L’Aquila che vogliamo a rinunciare alle loro candidature, Territorio collettivo (il movimento che fa capo a Luca D’Innocenzo, ndr) a lavorare con noi per indicare un blocco di sinistra”.

“Le primarie fatte in questo modo ovviamente si espongono a degenerazioni, perché sono assolutamente incontrollabili ed incontrollate – afferma ad AbruzzoWeb – Un pezzo di questa città, di formazione più reazionaria e conservatrice, dalla Democrazia cristiana fino alla destra vera e propria, che in questi anni ha avuto la rappresentazione che la città sia stata governata dalla sinistra, che in parte era vero, non avendo il centrodestra un candidato in grado di rompere questa egemonia, è andata a convergere su Di Benedetto”.

Per Perilli, il presidente della Gran Sasso Acqua Spa è stato individuato come un “elemento che poteva scalzare la sinistra al governo della città”, perché “per il centrodestra siamo tutti uguali, da Cialente a Perilli siamo tutti sinistra. Così si spiega come mai molti elettori di centrodestra hanno votato Di Benedetto”.

“Un aiuto a Pierpaolo Pietrucci? No, non ci siamo mossi, anche se il nostro piccolo elettorato ha avuto simpatia per il candidato di sinistra, che spesso viene dalla stessa storia”, aggiunge.

A proposito delle primarie, per Perilli “vanno sottolineate alcune degenerazioni: ai dirigenti del centrodestra che si candideranno nelle liste del centrodestra, non andava permesso di votare. Luigi Di Luzio tra venti giorni sarà candidato con il centrodestra. Così come vedere i costruttori che a fine turno caricavano gli operai sui pulmini per portarli a votare…”.

“Il primo atto amministrativo che risentirà di questo cambio di fase sarà il Piano regolatore – chiosa Perilli – che non sarà più di tutela ma diventerà qualcos’altro anche perché l’Ance vorrà avere voce in capitolo”.