L’AQUILA – “Perché scegliere me e non D’Alfonso come candidato del centro sinistra? Perché se sarò presidente la priorità sarà la riconversione ecologica dell’economia e il reddito minimo”.
È sicuro di se Franco Caramanico, candidato alla primarie del centrosinistra del prossimo 9 marzo, oggi a L’aquila per un incontro cui hanno preso parte gli esponenti di spicco di Sinistra, ecologia e libertà (Sel) dell’Aquila, l’assessore comunale Betti Leone e il consigliere Giustino Masciocco.
Caramanico ha illustrato il suo programma non risparmiando frecciate al presidente regionale e candidato del centrodestra Gianni Chiodi, ma anche a Luciano D’Alfonso, competitor alla primarie del centrosinistra insieme ad Alfonso Mascitelli dell’Italia dei valori .
Priorità l’ambiente dunque, ovvero “rinnovata politica dei Parchi, a cominciare all’istituzione di quello della Costa Teatina, manutenzione dei bacini fluviali, rigenerazione green delle periferie”. E un no secco agli inceneritori, e ai progetti di sfruttamento dei giacimenti petroliferi nella nostra regione.
“Politiche di consumo zero di suolo – perché, osserva Caramanico – soltanto negli ultimi 15 anni sono stati asfaltati e cementificati circa tre milioni di ettari agricoli. E abbiamo decine di migliaia di case sfitte e capannoni vuoti”.
Insomma, Caramanico punta a quei temi “che evidentemente sono in cima ai pensieri di D’Alfonso”.
Altro piatto forte del programma di Caramanico è l’istituzione del reddito minimo garantito, ‘’una misura di sostegno – spiega il candidato – che potrebbe essere quantificata in 600 euro al mese per i cittadini inoccupati, disoccupati e occupati con contratti di lavoro temporanei, che non percepiscono più di 8 mila euro lordi l’anno. Sarà una piccola rivoluzione – sottolinea – che farà bene a tutta l’economia regionale, perché oggi la priorità è rimettere in tasca alle persone soldi da poter spendere, per far tornare a crescere la domanda interna”.
Chiedono i giornalisti in sala: “E dove si trovano i soldi?”. Per Caramanico il problema delle coperture non sussiste, ci sono ampi margini di manovra nella riduzione degli sprechi e nella rimodulazione della spesa pubblica.
“Con i 12 milioni di euro che entreranno nelle case regionali grazie all’aumento dei canoni idroelettrici si potrà già estendere la misura a 1500-200 aventi diritto. I 40 milioni di euro usati da Chiodi per la riduzione fiscale sono stati inutii, perché a conti fatti i contribuenti si sono ritrovati in tasca una manciata di euro. Mi chiedo non sarebbe stato meglio con quei soldi istituire un fondo di solidarietà per aiutare i piccoli imprenditori in crisi o appunto il reddito minimo?”
Ha poi sottolineato Betty Leone. “Abbiamo deciso di stare nella colazione per imporre i nostri contenuti, per evitare una deriva moderata, e perché no vogliamo essere spettatori della politica, ma protagonisti. Saremo uniti ma nella diversità.”
Per Caramanico, infine, “Il Pd a avrà pure la forza dei numeri, noi però abbiamo la forza delle nostre idee”.






