L’AQUILA – Parla anche aquilano, la vicenda dell’amore omosessuale nato in parrocchia e salito alla ribalta della cronaca, che ha come protagonista don Giuliano Costalunga, parroco 44 enne della piccola Selva di Progno nel veronese, e che ha sposato ad aprile scorso, in Spagna, nelle Gran Canarie, Paolo, suo collaboratore ecclesiastico, dopo una relazione clandestina durata anni.
Una vicenda che si intreccia anche con quella della curia aquilana: don Giuliano è stato infatti ordinato sacerdote nel 1996 a Rieti dall’ex vescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari, allora amministratore apostolico nel rietino, che era stato eletto da poco coadiutore del vescovo Mario Peressin, che avrebbe poi sostituito nel 1998.
Don Costalunga doveva essere ordinato già il 3 giugno 1995 nella sua Verona, ma all’epoca gli venne sbarrata la strada al sacerdozio dal vescovo Attilio Nicora, senza una particolare spiegazione, per questo riparò a Rieti dove venne accolto da don Giuseppe Molinari.
Dopo anni, la decisione di non nascondere il suo orientamento sessuale, e addirittura di suggellarlo con il matrimonio.
Un prete anticonformista, don Giuliano, anche nel look connotato da capelli lunghi, piercing e un tatuaggio con la scritta “Veritas nos liberabit” (La verità ci renderà liberi), ripreso da un versetto del Vangelo di Giovanni.
Don Giuliano ad oggi non ha ancora chiesto di uscire dal ministero e resta ufficialmente prete, anche se è sopravvenuta la sospensione “a divinis”, dalla celebrazione pubblica e privata dei sacramenti.
Lunedì scorso è stato celebrato un rosario nella parrocchia di Selva di Progno alla presenza del vescovo di Verona Giuseppe Zetti. Tra i banchi anche i novelli sposi. E alla fine, tra lo stupore generale, tra il vescovo e il don Costalunga c’è stato un lungo abbraccio.




