L’AQUILA – Restano altissimi in tutta Italia i compensi degli amministratori regionali. Ma a leggere più da vicino l’analisi pubblicata dal quotidiano Libero, l’Abruzzo chiede meno ai suoi contribuenti di tante altre regioni. E si attesta al 16° posto su 20 regioni tra gli “stipendi d’oro” dei governatori e dei consiglieri.
La cifra più alta è intascata dal governatore della Regione Lombardia, che ammonta a quasi 15 mila euro, distaccata di poco dalla Puglia e la Sicilia. Scorrendo giù in fondo nella lista dei compensi, tra gli ultimi posti, si scopre che il Presidente della Giunta regionale Gianni Chiodi e del Consiglio d’Abruzzo Nazario Pagano si “accontentano” di poco più di 8 mila euro. Solo il Friuli, l’Emilia Romagna, poi l’Umbria e da ultimo la Toscana (l’esempio più nobile) brillano per parsimonia. Ma attenzione: stiamo parlando di stipendi netti, da cui vengono ovviamente (?) esclusi indennità, rimborsi e soprattutto assegni di fine mandato.
Anche in questo caso l’Abruzzo non sfigura. E si mantiene piuttosto modesta nell’elargire somme di denaro ai suoi amministratori regionali, mantenendo senza variazioni la forchetta tra minimo e massimo tra i rimborsi previsti: 3.595 euro mensili, che in ogni caso superano (anche se di qualche “spicciolo”) quelli della regione Lazio, che sceglie anch’essa di non prevedere oscillazioni di sorta.
In contrastro con quanto accade, per esempio, in Piemonte un consigliere regionale percepisce solo poco più di 2 mila euro ma poi si può permettere di richiedere fino a 7 mila euro di rimborsi. Ma c’è dell’altro: “il presidente del Consiglio o della Giunta regionale – così osserva il giornalista Antonio Castro del quotidiano Libero – possono ottenere rimborsi maggiori, sempre che siano in grado di produrre all’amministrazione di competenza le ricevute giustificative per le maggiori spese sostenute ‘nell’adempimento del mandato'”.
Insomma, tutto da rivedere, se poi alla fine i dati fin qui esaminati dovranno essere presi con molta cautela, e di certo personalizzati. Esistono poi gli assegni di fine mandato (solo al termine di una sola legislatura, sia chiaro!) che possono arrivare, come in Puglia, a oltre 80 mila euro; con 3 legislature si torna a casa con 109.585 euro. Erminio Cavalli




