RIMINI – Un breve applauso in un clima che è un misto di freddezza e polemiche. La premier, Giorgia Meloni, è stata ospite oggi a Rimini al diciannovesimo congresso della Cgil.
Ad accogliere Meloni, premier di destra nonché presidente e cofondatrice di un partito, Fratelli d’Italia, che ha nel simbolo la fiamma tricolore neofascista, è stato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ma anche una contestazione – come riporta l’agenzia AskaNews.it – da parte di trentina di delegati della minoranza, che hanno abbandonato la sala intonando “Bella ciao” e lasciando sulle sedie dei peluche, a ricordare il naufragio di Cutro.
“Sono fischiata da trent’anni – ha ‘risposto’ la premier -. Non mi spaventa il contesto difficile”.
Tra i temi toccati, reddito di cittadinanza e il salario minimo. Il reddito, ha detto ancora una volta Meloni, “Ha fallito gli obiettivi” e chi può lavorare non deve “essere mantenuto dallo Stato con i proventi delle tasse di chi lavora duramente”.
“I poveri – ha assicurato con una risposta indiretta a Landini – non ci hanno fatto niente, è per questo che non vogliamo mantenerli in una condizione di povertà, e l’unico modo per uscire da quella condizione di povertà è il lavoro”.






