L’AQUILA – “Nessuna sveltina per il personale di nomina politica: spazzeremo via ogni dubbio con un atto amministrativo della Giunta oppure con un emendamento in Consiglio regionale”.
Lo afferma l’assessore regionale alle Risorse umane, Federica Carpineta, che spera così di fare chiarezza sulla partecipazione dei “portaborse” alle selezioni per i posti a tempo determinato, della durata massima di tre anni, nella Giunta regionale.
Una necessità, quella di fare chiarezza, inevitabile dopo i dubbi, i sospetti e le polemiche seguìte all’emendamento di variazione del bilancio in cui rispetto alla bozza preparata dalle opposizioni, che hanno collaborato con l’assessore, è stata cancellata la frase “esclusi gli incarichi di nomina politica” nel passaggio nel quale si sottolinea che sono ammessi alla selezione, saltando la preselezione, coloro che nel quinquennio precedente al 28 settembre del 2007 avevano maturato tre anni di militanza nella Pubblica amministrazione.
Dopo le prime erronee interpretazioni, comunque, ora nessuno sembra più parlare di stabilizzazione, sia perché un contratto per tre anni tale non è, sia perché, come afferma la stessa Carpineta, ci sono più precari (160) che posti.
“Il nostro obiettivo – dice – è fare concorsi mettendo in essere tutto quello che la normativa prevede per il riconoscimento dell’esperienza maturata dai co.co.co. Ma non possono fare concorsi per quanti sono i precari: il numero di posti, nel rispetto delle norme e dei limiti della capacità finanziaria, sarà quello che serve all’Ente”.
A questo punto la selezione dovrà avvenire inevitabilmente attraverso la graduatoria. “Passeranno i più bravi tra i precari della Giunta e degli enti strumentali”, conclude l’assessore.
Secondo stime del settore, tra i 160 co.co.co. solo una quarantina ha i requisiti per giocarsi le carte per il tempo determinato; per gli altri circa 120 il futuro è rappresentato dalla proroga dei contratti legata però ai progetti in essere e alla volontà dei direttori regionali, non tutti d’accordo.
Negli enti strumentali, soprattutto Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente) e Arit (Agenzia regionale per l’informatica e la telematica), dovrebbero essere un centinaio i precari con i requisiti.
In totale fa 140 persone in corsa per un numero di posti a tempo determinato per un massimo di tre anni, nella considerazione che in altre regioni precari con gli stessi requisititi sono stabilizzati da tempo, ancora da stabilire.
EVANGELISTA (API): ”ATTO AMMINISTRATIVO DELLA CARPINETA E’ INUTILE”
L’AQUILA – L’ annuncio dell’ Assessore Carpineta, la quale, con un atto amministrativo di Giunta, ritiene di bloccare la partecipazione dei cosiddetti portaborse alla possibilità di assunzione da parte della regione, non ha le gambe per camminare, tenuto conto che il consiglio ha già approvato una legge inclusiva anche di questefigure.
È quanto afferma Bruno Evangelista, portavoce regionale di ‘Alleanza per l’ Italia’.
“Singolare è poi – continua Evangelista – quanto già affermato e pertanto tutt’ ora vigente, che la possibilità di assunzione è consentita solo a coloro che nel quinquennio precedente il mese di settembre 2007, abbiano maturato tre anni di servizio; vale a dire la esclusione di fatto di collaboratori di nomina politica antecedente all’ insediamento della nuova maggioranza di centro sinistra, avvenuta nel 2005”.
“Se l’ Assessore Carpineta intende correggere una scandalosa decisione della sua maggioranza – afferma il portavoce regionale di ‘Alleanza per l’Italia’ – attivi piuttosto il suo personale prestigio in giunta, perché il suo schieramento politico di riferimento controlli già dal prossimo consiglio, con un voto unanime, la vergognosa sveltina tentata ma non riuscita”.
“È auspicabile – conclude Evangelista – sperare che dietro tutto questo non vi sia la perfida volontà di mettere in atto una grossolana presa in giro nei riguardi comunque di questi lavoratori certamente degni del nostro rispetto”.




