L’AQUILA – Meno regali e più tradizione sulla tavola sembrano essere i due imperativi del Natale 2010: saranno festeggiamenti meno sfarzosi di certo, ma al buon cibo nessuno vuole rinunciare.

Nonostante la crisi, i supermercati sono attraversati da carrelli carichi di leccornie natalizie e di tutto l’occorrente per il pranzo di Natale.

“Abbiamo speso meno dell’anno scorso per la cena, ma solo perché siamo di meno! – esclama ridendo la signora Rosa, che esce da Carrefour con gli ultimi acquisti nelle buste – I prezzi non mi sembrano aumentati, anche se noi non facciamo testo perché non siamo grandi consumatori di panettoni, pandori e affini…”.

“I prezzi sono rimasti gli stessi – spiega Rosanna, mentre esce di fretta con il carrello colmo da Carrefour – non mi è sembrato di spendere di più degli anni passati. Ecco, magari abbiamo tagliato su altro. In famiglia abbiamo 13 nipoti, abbiamo scelto di fare i regali solo ai più piccoli… E ai miei figli ovviamente!”.

Non tutti però sono dello stesso parere.

“Stendiamo un velo pietoso sui prezzi – commenta Giusy, che attende il suo turno al bancone di Farroni – ho cercato di spendere il meno possibile per il cenone, ma alla fine è impossibile cavarsela con meno di 100 euro”.

“Preparerò piatti tradizionali, come faccio sempre – prosegue – ma quest’anno ho cercato di spendere un po’ meno”.

Anche la signora Maria Cristina ha deciso di optare per piatti tipici, soprattutto pesce.

“Ancora non ho deciso se fare la pasta o un risotto, ma per secondo credo che preparerò la frittura di pesce e varie verdure”.

“Io sarò ospite quest’anno – dice Claudia sollevata, mentre è intenta nella scelta di torroni da portare alla cena – quindi non mi sto occupando del classico shopping della vigilia, sto comprando solo qualcosina da portare ai padroni di casa”.

“Dopo il solito il pesce per la vigilia, per il pranzo di Natale si prevedono il brodo e l’abbacchio”.

E i regali?

“Io più o meno ho fatto lo stesso numero di regali dell’anno scorso – aggiunge Claudia – diciamo che ho variato poco e alla fine ho speso più o meno la stessa cifra”.

“Ne farò meno, purtroppo è inevitabile”, confessa Maria Cristina.

“Io credo che ne farò meno – dice Rosa, dopo essersi consultata con il marito – È vero che i prezzi del cibo non sono aumentati però da qualche parte si spende di più, dopo il terremoto qualcosa è aumentato. Ci sono meno soldi, ecco quanto”.

Anche se gli alberi degli aquilani saranno un po’ più spogli degli anni precedenti, di sicuro potranno consolarsi con una tavola più ricca tra golosi torroni tradizionali e i vari dolciumi abruzzesi.