L’AQUILA – Una tavolata da ben 50 persone, imbandita con le prelibatezze della cucina abruzzese, dal timballo di agnello con zafferano e porcini, annaffiati da buon cerasuolo. Commensali d’eccezione, con in testa il giornalista Bruno Vespa, lo chef tristellato Niko Romito, il ristoratore titolare di Elodia, ed esperto di enogastronomia, Antonello Moscardi, che hanno preparato i piatti.

Sta però provocando da giorni polemiche per l’utilità e il costo dell’evento aquilano “Il pranzo della domenica – italiani a tavola”, a seguito di un articolo pubblicato dal quotidiano online L’Aquilablog, a prescindere dall’obiettivo, per sostenere la candidatura della cucina italiana a Patrimonio immateriale dell’umanità, su iniziativa dei Ministeri della Cultura e dell’Agricoltura insieme all’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) -, con tavolate imbandite in varie città italiane, e dalle ambasciate italiane di Londra, Parigi e New York, tutte collegate in diretta con Domenica In.

All’Aquila, due domeniche fa, il pranzo domenicale ha avuto come location palazzo Cipolloni Cannella, che ospita il ristorante Elodia, con collegamento di qualche minuto con la conduttrice Mara Veneir, che poi ha dato la linea anche alla tavola imbandita al Tempio di Venere, con lo sfondo del Colosseo a Roma, con attovagliata la premier e leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Con contorno le polemiche dell’opposizione nazionale.

Per quel che riguarda L’Aquila si è trattato di un evento dal costo, per la precisione, di 17.202 euro iva compresa, a carico delle casse comunali, di cui però si potrà chiedere il rimborso all’Anci, organizzatrice dell’evento, e di cui il sindaco Pierluigi Biondi, di Fdi, è presidente regionale.

L’organizzazione del pranzo è stata affidata a trattativa diretta dal Comune, con consultazione delle offerte più vantaggiose dei cataloghi Mepa, a L’Aquila Congressi e Comunicazione Srls, nota società di cui è amministratore unico e detentore del 100 per cento delle quote l’imprenditore Adriano Bucci, con un portafoglio lavori nel capoluogo di indubbio spessore.

I commensali, non paganti, sono stati scelti dal settore Progetti Speciali per la rinascita, diretto da Fabio De Paulis, non è chiaro secondo quale criterio, ma, secondo quanto si è appreso, fuori dalla cerchia dei politici e degli imprenditori. C’erano in rappresentanza della Regione Abruzzo, infatti, solo l’assessore regionale all’Agricoltura e vice presidente di Giunta, Emanuele Imprudente, della Lega, e l’assessore comunale dell’Aquila con delega al Turismo Ersilia Lancia, di Fdi, moglie del senatore melonioano Etel Sigismondi, segretario regionale del partito. C’è chi dice che erano presenti alcuni rotariani.

A creare polemiche anche la porta sbarrata che hanno trovato alcuni giornalisti locali, che volevano documentare l’evento. Bruno Vespa ha colto l’occasione per promuovere lo Zafferano dell’Aquila dop, di cui si è appena celebrato il ventennale, sbagliando però nell’indicare prezzo di vendita, 14 euro al grammo, anziché oltre i 20 euro.

L’affidamento è arrivato con una determina dirigenziale del 19 settembre, a firma del citato De Paulis, dirigente del sempre più strategico settore “Progetti Speciali per la rinascita, Programma Restart, Azioni di sistema, Promozione territoriale, Rilancio economico, – Pnrr e Pnc”, con il responsabile del procedimento che è la funzionaria del settore Simona Malavolta.

Con la stessa delibera è stata affidata per 7.869 euro, iva compresa, alla stessa società un’altra commessa, l’organizzazione dell’evento “L’Aquila tra cultura e spiritualità”, che prevede un’esposizione, da tenersi ad Assisi dal prossimo 30 settembre e fino al 5 ottobre, nell’ambito della quale verrà installata una mostra didascalico-documentale sulla storia della Perdonanza Celestiniana e sugli asset tematici del percorso “L’Aquila 2026 – capitale italiana della cultura”.

Totale dell’affidamento dunque 25.071 euro iva inclusa.

Per quel che riguarda il pranzo, invece, la prestazione professionale richiesta: individuazione di una location per lo svolgimento dell’iniziativa, esposizione del logo ufficiale della Cucina italiana candidata a Patrimonio immateriale dell’umanità; utilizzo di prodotti tipici per il racconto di una cucina territoriale che ne valorizzi caratteristiche e identità; servizio di organizzazione e gestione complessiva dell’evento; segreteria organizzativa ed eventuali adempimenti Siae per i momenti di intrattenimento.

Allargando lo sguardo, veementi polemiche sono divampate anche anche per la presenza di Meloni in collegamento dal Tempio di Venere, di fronte al Colosseo, con al suo fianco Paolo Bonolis, Sabrina Ferilli e il sindaco di Roma, il dem Roberto Gualtieri.

“Io di solito passavo il pranzo della domenica con i nonni e per me, il pranzo della domenica, ma penso per molte famiglie italiane, è legato alle pastarelle – ha detto la premier -. La domenica era il giorno in cui si compravano le pastarelle, compreso il ‘diplomatico’. Il pranzo della domenica mi ha legato moltissimo ai miei nonni materni”.

Immediata la reazione delle opposizioni. “Giorgia Meloni continua a rifiutarsi di venire in Parlamento a spiegare cosa farà l’Italia rispetto al riconoscimento dello Stato di Palestina e alle sanzioni per il governo israeliano. Però continua a trovare il tempo di confezionare spot elettorali sul servizio pubblico – dice la segretaria del Pd, Elly Schlein – Oggi ci spiega su RaiUno, la ammiraglia della sua TeleMeloni, quali pranzi e quali pasticcini preferisce mangiare la domenica. Il tutto mentre Canada, Regno Unito e Australia annunciano il riconoscimento dello Stato di Palestina e si aggiungono ai tanti altri Stati che provano a dare il loro contributo per porre fine all’occupazione illegale di Gaza e ai crimini del governo di Netanyahu”.

Dura la replica del deputato di Fratelli d’Italia Francesco Filini, capogruppo nella commissione di Vigilanza Rai, parla di “squallida e surreale polemica. Ormai è sempre più evidente che il dramma di Gaza è soltanto una bandierina da sventolare a proprio uso e consumo per attaccare il governo. Tra l’altro se la segretaria del Pd avesse visto fino alla fine il collegamento di Domenica In, si sarebbe accorta che dopo il presidente Meloni è intervenuto anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Su questa partecipazione nemmeno una parola. Insomma, Giorgia Meloni non può parlare a Domenica In e Gualtieri sì?

L’eurodeputato dem, già sindaco di Firenze, Dario Nardella è arrivato a postare un fotomontaggio della tavolata al Colosseo con Meloni e dietro le rovine di Gaza. Con il Secolo d’Italia che gli ha dato dello “sciacallo”, pubblicando le varie reazioni postate sui social.