CIVITELLA ALFEDENA – La commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, del dipartimento per il Coordinamento amministrativo della presidenza del Consiglio dei ministri, con decisione depositata il 31 maggio scorso ha rigettato il ricorso presentato dal comune di Civitella Alfedena (L’Aquila) sull’accesso agli atti relativo alla rimodulazione dell’apertura degli uffici postali.

“Il ricorso è inammissibile – si legge nella decisione della commissione – atteso che il legislatore, nella legge 241/90, ha espressamente escluso dall’ambito di applicazione dell’istituto dell’accesso agli atti i soggetti pubblici, ovvero che esercitano un pubblico potere in quanto improntati alla leale collaborazione. La commissione, tuttavia, registra in sede di relazione al Parlamento la condotta di Poste italiane per non avere ricercato degli strumenti di raccordo con la ricorrente in attuazione del principio di buon andamento improntato alla leale collaborazione”.

Il sindaco di Civitella Alfedena, rimanendo in attesa della decisione sul ricorso inoltrato al Capo dello Stato, ha detto: “La commissione, nel rigettare il ricorso del Comune di Civitella Alfedena che aveva chiesto di accedere al piano di rimodulazione, ha sottolineato alcuni aspetti importanti e fondamentali nel rapporto tra Poste italiane ed enti locali. Intanto ha riconosciuto, come abbiamo sempre sostenuto, la natura di pubblica amministrazione di Poste italiane per l’attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale e comunitario”.

In virtù della pronuncia della commissione, il sindaco ha deciso di chiedere l’intervento del prefetto dell’Aquila, Maria Giovanna Iurato.

“La decisione della commissione – precisa il sindaco Flora Viola – dimostra la correttezza delle nostre posizioni. Chiediamo, quindi, al prefetto di garantire il diritto del Comune e dei cittadini verso Poste italiane alla difesa dei legittimi interessi della comunità rappresentata, fornendo il piano di rimodulazione alla base della riduzione dell’orario dell’ufficio postale”.

“Ci aspettiamo che su questa questione la Provincia e la Regione, che abbiamo chiamato in causa più volte, si facciano sentire. Ad oggi nonostante le note e i fatti – conclude il sindaco – l’unica risposta è stato il silenzio”.