L’AQUILA – La Soprintendenza unica archeologica belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del cratere ha inviato la comunicazione di “inizio del procedimento di tutela indiretta” a tutti gli aquilani che abitavano l’edificio al civico 207 di via Roma, la cui ricostruzione è in bilico a causa della vicinanza con il sito archeologico di Porta Barete che si vorrebbe puntare a valorizzare.
La tutela indiretta investe il lotto di proprietà dei condòmini, oggetto della discordia e confinante con le mura, e alla fine dell’iter, tra gli effetti, potrebbe comportare proprio l’impossibilità di ricostruire il palazzo dov’era e com’era, secondo il diktat degli inquilini.
Il nuovo procedimento arriva dopo il ricorso dei condomini al Tar che aveva sospeso il precedente vincolo apposto dall’ex direttore regionale dei Beni culturali, Fabrizio Magani, sulla particella di proprietà degli inquilini, perché non notificato a singolarmente a ognuno di loro.
“Il vincolo precedente è stato sospeso solo nella particella catastale di proprietà del civico – spiega ad AbruzzoWeb la soprintendente unica, Alessandra Vittorini – Il nuovo procedimento riparte come compensazione di una lacuna che si era creata nel precedente ed è stato notificato a tutti i condomini”.
“La seconda parte del procedimento e, quindi, l’apposizione del vincolo – precisa – spetta ora alla Commissione regionale del patrimonio culturale istituita dalla riforma, un organo collegiale che assume gran parte dei compiti dell’ex direttore regionale. La commissione valuterà i dettagli del decreto”.
I condomini hanno ora 80 giorni di tempo per presentare memorie e documenti alla Soprintendenza. “In questi giorni hanno possibilità di intervenire nel procedimento in corso con il quale abbiamo riattivato il percorso a correzione dei vizi che il giudice ha riscontrato – prosegue la Vittorini – Il vincolo sulle mura resta, il decreto 16/2014 riguardava tutta la cinta oggetto del decreto che partono da porta Barete e arrivano fino a viale Ovidio. Era un decreto di verifica di interesso culturale, un percorso dovuto”, considerando che l’antico sistema difensivo della città, costituito da mura, torri e porte è un bene pubblico di proprietà comunale.
Il vincolo indiretto, come si legge nella nota inviata ai condomini dalla Soprintendenza, prevede che “nella parte interna del sistema difensivo sarà necessario assicurare una adeguata zona libera e non occupabile con l’obiettivo di evitare che sia messa in pericolo l’integrità del bene tutelato e ne sia danneggiata la prospettiva, nonché di garantirne pienamente la visibilità, la godibilità, la fruibilità e la manutenzione”.
Inoltre, “potranno essere indicate ulteriori misure di salvaguardia anche per l’intorno, come distanze, altezze, materiali, colori, dettagli e finiture, atte a non ostacolare la continuità della percezione visiva, anche della parte restituita dalle opere di indagine, scavo, ricerca e valorizzazione”.
Per quanto riguarda la regolamentazione urbanistica, precisa la Vittorini, “sarà il Comune a doversi pronunciare, anche perché è di fondamentale importanza restituire una casa ai condomini del civico, ma su questo la Soprintendenza non ha poteri. È un percorso che passa necessariamente dall’amministrazione che è l’altro attore principale in questa vicenda e che ha già presentato pubblicamente le sue alternative ai condomini”.




