BARI – La svolta nelle indagini sulla Popolare di Bari attesa da settimane è infine arrivata questa mattina: La Guardia di finanza di Bari ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio, il primo ex presidente del Cda e amministratore di fatto della Banca Popolare di Bari e il secondo vice direttore generale e direttore generale di fatto dell’istituto di credito barese.
Agli indagati sono contestati a vario titolo i reati di falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza.
Per 12 mesi è stato interdetto dall’esercizio di dirigente di istituti bancari e di uffici direttivi di imprese l’ex ad della BpB Vincenzo De Bustis Figarola. Questi – si legge sull’Ansa – è stato Dg della banca dal 2011 al 2015 e dal dicembre 2018 fino al commissariamento.
Risponde di un episodio di falso in bilancio e di falso in prospetto.
Agli arresti domiciliari è finito anche Elia Circelli, accusato di un episodio di falso in bilancio e falso in prospetto. Circelli è tuttora responsabile della Funzione Bilancio e Amministrazione della Direzione Operations della Popolare di Bari.
Nella redazione dei bilanci della Banca Popolare di Bari, dei documenti contabili e nelle comunicazioni alle autorità di vigilanza “siamo stati capaci con un cucchiaio di marmellata di farcire una scatola di fette biscottate”.
È un passaggio di una intercettazione del maggio 2017 tra i due indagati Giuseppe Marella, responsabile dell’Internal Audit della BpB ed Elia Circelli, responsabile della Funzione Bilancio e Amministrazione della Direzione Operations della Popolare di Bari, quest’ultimo arrestato oggi con gli ex amministratori Marco e Gianluca Jacobini.
Nella conversazione Marella farebbe riferimento, secondo l’accusa, al fatto che “la predisposizione dei documenti non risponda a criteri di veridicità e trasparenza, risultando perlopiù il frutto di aggiustamenti volti al raggiungimento di importi prefissati”.
Con riferimento ai “numeri” Circelli dice che “rispondono non a logiche di correttezza, di veridicità, autorevolezza… no e perché tu devi fare il piacere a qualcuno… rispondono alla logica della piaggeria…per far vedere a quello che ha detto deve uscire 10… là deve uscire… allora mettono i 10… ma non è che… cioè sono cose assurde guarda…”.
Nella stessa conversazione Marella parla di “numeri che sono sbalorditivi, mostruosi, io mi vergogno di questo lavoro”.
Sotto accusa è finito anche il ruolo della Vigilanza di Banca d’Italia che secondo i critici non sarebbe intervenuta per tempo rimuovendo gli Jacobini dalle poltrone di vertice.
Come riporta L’Espresso, è stato in particolare l’acquisto della banca abruzzese Tercas, istituto in dissesto rilevata nel 2014, a caricare il bilanci della Popolare Bari di una zavorra di spazzatura finanziaria, in particolare crediti a rischio, rivelatasi in definitiva impossibile da smaltire.






