L’AQUILA – “I comuni di centrosinistra sono stati favoriti”, “le valutazioni non sono state solo tecniche, ma di ‘vicinanza’ politica”, “le aree più colpite dal terremoto del 2009 sono state pressoché completamente escluse”.
Sono queste le argomentazioni alla base dei malumori, per non dire dell’ aperto malcontento, di alcuni sindaci ed amministratori, esclusi dalla graduatoria dei progetti che saranno subito finanziati a valere sulla misura B2.2 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, dedicato ai territori nel crateri sismici 2009-2016, e per iniziative di “partenariato pubblico privato per la valorizzazione del patrimonio storico, culturale, ambientale e sociale”.
L’ok è arrivato con l’ordinanza approvata il 29 giugno scorso dal neo commissario Guido Castelli deputato di Fratelli d’Italia ed ex sindaco di Ascoli Piceno, succeduto ad inizio anno a Giovanni Legnini, ex vice presidente del Csm, ex sottosegretario di Stato nei governi del centro-sinistra e candidato presidente della regione nel 2019 a capo della coalizione di centro-sinistra sconfitto da Marco Marsilio dei Fratelli d’Italia.
Con essa sono stati subito finanziati, per circa 15 milioni di euro, su un totale di 78,6 milioni necessari, solo 6 progetti sui 31 ammessi in graduatoria nel cratere sismico 2009, mentre nel cratere sismico 2016 sono stati finanziati 3 progetti su 8, per 6,1 milioni, contro i 18,5 milioni di euro che servirebbero per soddisfare tutte le richieste.
Il commissario Castelli ha promesso che farà di tutto per reperire nel più breve tempo possibile le risorse per soddisfare tutte le domande e scorrere fino ad esaurimento le graduatorie. Ma ad oggi non c’è nessuna certezza, messa nero su bianco, e l’esclusione definitiva è una opzione in campo.
Ma intanto un sospetto serpeggia tra i sindaci, quello di una “valutazione politica” a monte delle scelte. Partendo dal presupposto che il bando è stato indetto a giugno 2022 dall’ex commissario Legnini, sottolineano i primi cittadini, e Castelli insomma si sarebbe trovato davanti all’atto compiuto, mettendo la firma su atti già definiti e decisi.
Per quanto riguarda il cratere 2009 questi i comuni capofila finanziati: Prata D’Ansidonia per 3.4 milioni di euro, primo in graduatoria con 65 punti a pari merito con il Parco regionale Sirente Velino, che ha ottenuto 3,5 milioni. A seguire, con 64 punti, il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, 2.5 milioni, Capestrano, 1,8 milioni, Cugnoli, 2,4 milioni, e Popoli, con 63 punti, per 3,4 milioni di euro.
In cima alla classifica, si osserva, tutti comuni ed enti, ad eccezione del Parco regionale Sirente Velino, con amministrazioni considerate, almeno dai sindaci scontenti, di area centrosinistra, più o meno civica.
A essere esclusi dall’immediato finanziamento, tutti gli altri comuni del cratere 2009, che hanno ottenuto una valutazione da 62 a 28 punti, con relativi progetti che vanno singolarmente da 1 milione di euro ai 3 milioni di euro.
I progetti segnatamente, menzionati in ordine di graduatoria, sono quelli di Montebello di Bertona, Rocca di Mezzo, Colledara, Castelvecchio Subequo, Castel del Monte, Arsita, San Demetrio ne’ Vestini, Capestrano, Navelli, Castel di Ieri, Pizzoli, Castelli, Gagliano Aterno, San Pio delle Camere, ancora Pizzoli, Fossa, Fano Adriano, Caporciano, ancora Castelvecchio Subequo, Scoppito, Acciano, Capitignano, ancora Acciano e Montorio al Vomano.
Per quanto riguarda invece il cratere 2016, sono stati ammessi solo tre progetti utilizzando le risorse disponibili di 6,1 milioni rispetto a un fabbisogno totale di 18,5 calcolati in base ai progetti ammissibili e inseriti in graduatoria.
I primi due progetti finanziati, con 60 punti, sono entrambi del Comune di Teramo, per 2,5 milioni ciascuno, a seguire la provincia di Teramo, anche qui con 2,6 milioni. Terzo Cortino con 59 punti per un importo di 2,5 milioni
Per ora esclusi gli altri progetti dei Comuni in graduatoria, ovvero Torricella Sicura, Campi ancora Torricella sicura, e altri due progetti di Teramo, di cui uno con proponente la Teramo ambiente spa.
Anche qui si osserva che i primi due progetti finanziati sono quelli del comune di Teramo, del riconfermato sindaco di centrosinistra Gianguido D’Alberto civico, e della provincia di Teramo dove il presidente Camillo D’Angelo, sindaco di Valle Castellana, ha appoggiato D’Alberto alle elezioni comunali. Va detto però a Cortino amministra invece Marco Tiberii, civico di matrice centro destra.
C’è poi però un’altra argomentazione e suscita in merito alla graduatoria approvata.
Tra i progetti finanziati poco o nulla c’è per le aree più colpite dal terremoto del 2009, ovvero l’area omogenea 8, che comprende comuni piegati dal sisma come Fossa, Villa Sant’Angelo, San Demetrio, l’area omogenea 2 con i comuni dell’Alta valle dell’Aterno, nulla per l’area omogenea 4 quella di Santo Stefano di Sessanio, Castel del Monte e Castelvecchio Calvisio, come pure per l’area omogenea 9 sull’Altopiano delle Rocche, e per l’area omogenea 7 nella media valle dell’ Aterno e valle subequana.
I progetti sono stati valutati poi da un apposito comitato istituito ad ottobre 2022, e a presiederlo è stato chiamato Rinaldo Tordera, dal dicembre 2020 presidente dell’Accademia delle Belle arti dell’Aquila, manager aquilano dal curriculum sterminato, l’uomo per tutte le stagioni, nominato dalla giunta di centrosinistra di Luciano D’Alfonso, direttore generale dell’Asl provinciale dell’Aquila, poi per anni considerato vicino al centrosinistra, per poi buttarsi “a destra” appoggiando il ricandidato sindaco di Fratelli d’Italia Pierluigi Biondi alle elezioni del giugno 2022.
L’interventi della misura B2.2, giova infine ricordare, sono “finalizzati a valorizzare il patrimonio storico-culturale, ambientale, pubblico e sociale dei territori colpiti dai sismi del 2009 e 2016, integrando percorsi di sviluppo sostenibile e inclusivo con l’esigenza di rivitalizzazione economica e sociale, di rilancio occupazionale”.
Le iniziative presuppongono “un approccio bottom-up, nel quale gli enti locali e altri enti pubblici dei territori interessati sviluppino il progetto d’investimento mediante forme speciali di partenariato e di collaborazione con il mondo delle imprese e/o del no profit”.
Più nello specifico ecco le tipologie di progetti ammissibili: “riqualificazione di edifici e spazi pubblici, per servizi di fruizione del patrimonio ambientale, architettonico, storico-artistico e culturale, artigianale e enogastronomico”, “valorizzazione di immobili pubblici per costruire sede
stabile di produzione artistica e culturale (musei, teatri, mostre permanenti e così via)”, “costituzione e/o ampliamento di hub multifunzionali culturali/sociali/educativi/creativi e di centri di servizio alle imprese e alle persone (spazi attrezzati, laboratori, smart/coworking, incubatori/acceleratori di idee/imprese)”, “realizzazione di servizi digitali e non, per la valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e naturale”, “valorizzazione di idonei immobili pubblici attraverso la loro funzione per servizi di carattere sociale”, “realizzazione di iniziative permanenti (mostre, musei, festival, teatri, gallerie, installazioni) con l’utilizzo di tecnologie avanzate e strumenti innovativi”, “realizzazione di centri servizi territoriali, per la valorizzazione del patrimonio culturale, a favore degli operatori e dei turisti (sistema degli hot-spot)”, “attività di stakeholders engagement e coinvolgimento del territorio (attrazione e creazione di nuove imprese e residenzialità)” e “trasporto leggero ed a chiamata per raggiungere i siti turistici/ambientali”. (red)






