L’AQUILA – Sapeva quello che faceva, lo sparatore ignoto che la notte di San Silvestro ha esploso due pistolettate contro l’abitazione della giornalista aquilana Daniela Braccani.
È quanto emerge dagli accertamenti della sezione Reati contro le persone della questura dell’Aquila e della Scientifica di Roma, raccontati ad AbruzzoWeb dalla stessa protagonista del brutto episodio.
Dopo due giorni molto movimentati, ha ripreso il lavoro nella redazione di TvUno anche se è stato un rientro morbido, “sono un po’ in stand-by”, spiega. Comunque, “non ho chiesto la scorta”.
“Oggi c’è stata una seconda perizia della Scientifica fuori e dentro per cercare di rintracciare il secondo proiettile che ancora non si è trovato, così come i due bossoli – spiega – Chi ha sparato da quella breve distanza ha avuto l’accortezza di portare via i bossoli caduti a terra”.
Anche il luogo è stato scelto con cura, “una posizione strategica nel punto della strada tra due pini che creano ombra tra i lampioni: anche guardando fuori, non si sarebbe mai visto”.
La cronista non si è fatta un’idea sul possibile aspetto professionale che possa aver provocato una simile intimidazione, ammesso che sia quello il movente, visto che non si esclude anche l’altra pista, quella del “pazzo di mezzanotte”.
“Con l’emittente per cui lavoro, TvUno – ricorda la Braccani – facciamo tutto tutti e per 365 giorni l’anno. Nei nostri servizi si è parlato anche di infiltrazioni, di ricostruzione, di inchieste, è troppo largo il campo per pensare a una cosa precisa”.
L’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo ha coinvolto l’Osservatorio Ossigeno sui cronisti minacciati. “Ho sentito il presidente Alberto Spampinato – prosegue – dice che la situazione va tenuta sotto controllo e l’allarme alto, ma cose insospettabili possono innescare meccanismi sconosciuti e magagne”.
Un ringraziamento in ultimo la giovane cronista lo rivolge “agli splendidi agenti della questura e della sezione Reati contro la persona, da loro io e la mia famiglia abbiamo ricevuto la massima umanità e disponibilità”.
RICONOSCIMENTO DA CONFCOMMERCIO
Domattina alle ore 11 presso la Fontana Luminosa dell’Aquila, i dirigenti della Confcommercio e della Fiva del capoluogo consegneranno alla giornalista di TvUno Daniela Braccani un “sentito riconoscimento di solidarietà e di vicinanza” per l’oscuro episodio di cui è stata oggetto nei giorni scorsi, gli spari contro la sua abitazione.
Lo annunciano in una nota il direttore Confcommercio Abruzzo, Celso Cioni, il presidente della Federazione ambulanti Alberto Capretti, il presidente provinciale Roberto Donatelli.
“Siamo a fianco di tutta la libera stampa, in particolare di quella che a livello locale segue con professionalità e indipendenza i fatti che riguardano la nostra città – scrivono i tre – Se qualcuno pensa di poter intimidire la libera informazione a L’Aquila, si sbaglia di grosso. La nostra città, gli aquilani e tutti gli operatori commerciali respingono fortissimamente segnali esterni ed estranei alla civile ed operosa comunità abruzzese dove qualsiasi malapianta non troverà mai terreno per attecchire, lo dice la nostra secolare storia di cui, noi tutti, ci sentiamo fortemente orgogliosi”.
“Proprio per questo – proseguono – a Daniela Braccani e a TvUno con affetto doniamo questo attestato di vicinanza e di stima perché rispetto a qualsivoglia intimidazione, se di questo si tratta, nessun aquilano possa sentirsi solo”.
Oltre che alla giornalista è rivolto al direttore dell’emittente Giosafat Capulli, al presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti Stefano Pallotta e, simbolicamente a tutti i giornalisti della libera stampa aquilana e abruzzese.
“Gli operatori di tutt’Italia presenti alla 65ª Edizione della Fiera dell’Epifania hanno inteso con questo simbolico gesto ‘dire no’ convinti e compatti a ogni intimidazione e far sentire la propria vicinanza alla giornalista vittima di un episodio che lascia troppe ombre per essere archiviato senza trovare i responsabili – conclude Capretti – Siamo certi che le Forze dell’Ordine sapranno individuare l’ignota mano armata ed assicurarla alla giustizia come merita”.






