L’AQUILA – “Alla domanda di Alfredo Castiglione ‘A chi mai sarebbe venuto in mente di commissariare l’Abruzzo se si riteneva il modello vigente normale’, pur standoci le storture che sono state ricordate, si dovrebbe rispondere ‘A chi in passato ha fatto parte di maggioranze che quelle storture hanno tollerata e anche implementato e rispetto alle quali non si ha memoria di alcun distinguo’”.

Lo afferma il coordinatore regionale di Futuro e libertà per l’Italia, Daniele Toto, nell’ennesima puntata di una schermaglia intrapresa con il vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione, sul riordino dell’esangue sistema sanitario regionale.

Toto ha cominciato per primo stangando il commissario per la sanità, il presidente Gianni Chiodi, parlando di “macelleria sanitaria” per descrivere il piano di riordino. Chiodi non ha replicato, ma lo ha fatto per lui Castiglione, ricordando che “il Pil è stato macellato” e affermando che i rilievi mossi contro la riorganizzazione sono “deboli sul piano tecnico e politico”.

Ora è il turno di Toto, che riprende.

“Anzitutto, non si è parlato di macelleria ‘sociale’, ma ‘sanitaria’. Non è la stessa cosa – sottolinea il coordinatore regionale Fli – Per essere più precisi a quella ‘sociale’ ci si arriverà anche attraverso quella ‘sanitaria’, se il governo regionale non esce dal suo torpore. In secondo luogo, in nessuna delle parole della presa di posizione di Fli si può rintracciare la difesa dell’assetto sanitario esistente. Non si comprende, dunque, come si ravvisi un’irresponsabilità di cui non si è data prova, non avendo Fli confutato, in nessuna frase della sua esternazione, la necessita del riordino”.

“Semplicemente – prosegue Toto – non si condividono le soluzioni riorganizzative anticipate dalle notizie di stampa e relative al riassetto dei servizi ospedalieri pubblicate. Sarà consentito di dissentire dall’ipotesi che ci siano depositari unici ed esclusivi delle verità e delle soluzioni ai problemi”.

“In altri termini – conclude – si vorrà ammettere che si possa dissentire dalle scelte altrui. Quanto a precipitare, ulteriormente, nell’angoscia i cittadini, finirà con il pensarci chi si abbandona alla vocazione al narcisismo personale a dispetto della riflessione più attenta e più disponibile intorno alle scelte da operare, per evitare di addossare agli abruzzesi ancora disagi e problemi”.

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