L’AQUILA – C’è una grande opera, seppur cartacea e teorica, che fa impallidire per tempistiche di realizzazione la leggendaria autostrada Salerno-Reggio Calabria.

E’ il piano regolatore generale (Prg) della città dell’Aquila, in cui si stabilisce dove, come e cosa si può costruire, e cosa no, indicando per ciascuna porzione del territorio vocazioni e strategie di sviluppo.

Va accolta pertanto come una notizia importante la convocazione di domani, a palazzo Fibbioni, della conferenza stampa del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, Fratelli d’Italia, e dell’assessore alla Pianificazione Daniele Ferella, della Lega,  per presenterà la struttura che lavorerà alla redazione del Prg, alla presenza dei relativi coordinatore e componenti.

Qualcosa infatti finalmente si muove: manca del resto solo due passaggi decisivi: l’adozione in consiglio comunale, e poi la definitiva approvazione. Recepite beninteso le osservazioni, e se ci sarà disco verde da parte della giunta regionale.

La maggioranza del sindaco Massimo Cialente del Pd, era riuscito ad approvare in consiglio, nel marzo 2017, poco prima del voto, il documento preliminare.

Questo perché l’ufficio di Piano, costituito dall’assessore Piero Di Stefano, e coordinato dall’architetto Daniele Iacovone, aveva finalmente concluso, dopo lo stop causato dal sisma del 2009, le tre fasi propedeutiche: lo studio del territorio (fase uno), lo studio del potenziamento di alcune importanti vie di comunicazione (fase due) e l’analisi, frazione per frazione, delle esigenze di ogni singola comunità, anche attraverso un confronto con i Consiglio territoriali di partecipazione (Ctp).

Lo strumento urbanistico fondamentale per lo sviluppo armonico e razionale di una città, intanto è ancora quello adottato nel 1975, e approvato nel 1979, quando era sindaco il socialdemocratico Ubaldo Lopardi.

Da allora la città ha subito profonde trasformazioni nella struttura economica, sociale, insediativa e culturale, in particolare a seguito del sisma del 2009.

Ma l’iter per l’imprescindibile aggiornamento del Prg, si è protratto con ritmo elefantiaco, nel corso dei decenni, e si è andati avanti nel frattempo con varianti urbanistiche.

Ora l’amministrazione di centrodestra sembra essere determinata a passare alla storia come quella che riuscirà finalmente a chiudere la partita. 

Ci sarebbe in ogni caso poco di cui vantarsi, direbbe il consigliere del Pd Stefano Albano: in una sua interrogazione di febbraio aveva lanciato strali contro l’assessore comunale alla Pianificazione Luigi D’Eramo, che da quando era diventato deputato nel marzo 2018 si era “totalmente disinteressato preso da ben altro”, all’iter del Prg, che lui stesso aveva definito, subito dopo la vittoria al Comune dell’Aquila nel giugno 2017, la priorità delle priorità.

“Il mio assessorato – aveva detto – avrà il compito di scrivere le regole che dovranno determinare lo sviluppo urbanistico della città per i prossimi cinquant’anni; dunque, non possiamo permetterci di schivare il dialogo con le forze politiche, gli ordini, le categorie. Le scelte urbanistiche dovranno essere il frutto di un confronto che mi auguro il più aperto possibile, pure aspro ma costruttivo”, aveva detto.

Promettendo di portare in consiglio il Prg entro il gennaio 2019.

Di fatto, a febbraio 2019 Albano ha denunciato che l’iter del Prg con l’amministrazione Biondi è “scomparso dal dibattito cittadino”. Evidenziando che si è ancora fermi al documento preliminare approvato in Consiglio nel marzo 2017.

Ricordo che “con l’atto deliberativo, venivano fissati una serie di impegni per le successive fasi di consultazioni e di perfezionamento del provvedimento; tuttavia, da allora non se ne è più parlato”.

D’Eramo si è dimesso dalla Giunta a marzo 2019, lasciando la patata bollente in mano Ferella.

L’adozione del Prg mediante il voto del consiglio comunale sarebbe pertanto un evento epocale. Ma l’iter non si concluderebbe lì.

Per 30 giorni, il Prg dovrà essere pubblicato nell’albo pretorio. Una recente legge stabilisce che la notizia della pubblicazione sia data anche tramite giornali a tiratura nazionale

Tutte le osservazioni, catalogate in ordine di arrivo, dovranno essere oggetto di valutazione da parte degli uffici preposti, quindi sottoposte al consiglio comunale, che con deliberazione motivata, si pronuncerà sull’accoglimento o meno delle osservazioni presentate, entro centottanta giorni. E con lo stesso atto il consiglio adotterà definitivamente il Prg, con le modifiche apportate.

Poi il Prg dovrà essere trasmesso alla Giunta Regionale, che si esprimerà sulla sua conformità rispetto alle altre normative urbanistiche sovra-ordinate.

Il parere espresso dalla giunta regionale entro centottanta giorni, qualora favorevole, consentirà al consiglio comunale di approvare definitivamente e una volta per tutte, il Prg nei successivi sessanta giorni.