L’AQUILA – “L’assessore ha, di fatto, ha bocciato il piano prodotto dalla Asl1 affermando che nessun taglio sul costo del personale verrà autorizzato dalla Regione Abruzzo e che, pertanto, lo stesso piano verrà rimandato al mittente per le dovute correzioni e per l’eliminazione del taglio sul costo del personale. La stessa Verì ha confermato che, non essendo ipotizzabile la dispersione del personale, si dovrà procedere con le stabilizzazioni del personale”.
È quanto sottolineato in una nota da FP CGIL e CGIL L’Aquila al termine dell’audizione, questa mattina, dell’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, e del direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale, Pierluigi Cosenza, per affrontare e discutere in merito al piano di razionalizzazione della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
“Assenti, come di consueto, nonostante la formale convocazione”, fa sapere il sindacato, il presidente del Comitato ristretto dei Sindaci della Asl 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, Pierluigi Biondi ed il direttore generale della Asl Ferdinando Romano, “che, per l’ennesima volta, si sottraggono al confronto su un tema fondamentale per la nostra comunità, quale è la Sanità Pubblica ed il suo futuro”.
Il tema è quello del debito record, nel 2023, di 46 milioni di euro della Asl aquilana – sui 122 complessivi a livello regionale -, un piano da attuare che prevede quest’anno risparmi per oltre 3 milioni di euro.
Solo poche settimane fa, nel corso di un incontro all’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila tra direttori di Dipartimento e di Unità operative ed i vertici regionali – tra cui lo stesso assessore Verì, il direttore generale Romano, ed il direttore dell’Asr Cosenza – era stato posto l’accento su un presunto “forte apprezzamento per il lavoro svolto dal personale” da parte dell’assessore Verì sull’operato di Romano, il cui contratto è stato rinnovato fino a maggio 2025, proprio con l’argomentazione che un cambio della guardia al vertice della Asl aquilana, attraverso bando, rallenterebbe l’applicazione dei piani di razionalizzazione che i quattro manager delle Asl provinciali, compreso Romano, hanno consegnato all’assessore.
Nel corso della discussione, oggi la Cgil ha ribadito “la propria contrarietà al taglio della spesa per il personale attraverso il blocco parziale del tournover, al taglio del personale delle aziende in appalto alla Asl1, alla riduzione della spesa farmaceutica e, infine, ha espresso preoccupazione rispetto al grave peggioramento del saldo complessivo di mobilità che si attesta, secondo il Bilancio consuntivo della Asl, a 24.552.000 €, dichiarando inoltre, la propria contrarietà alla chiusura ed agli accorpamenti dei reparti e servizi sanitari e chiedendo che alle lavoratrici ed ai lavoratori vengano garantiti i propri diritti”.
“È stata pertanto chiesta l’eliminazione dal Piano di razionalizzazione della voce relativa al taglio del costo del personale e dei servizi esternalizzati a prevalenza di manodopera. È stato, inoltre – viene aggiunto -, affrontato il grave tema delle liste di attesa che, ad oggi, non garantiscono la prevenzione e la cura delle persone, generando una inaccettabile disuguaglianza tra chi può rivolgersi al privato e chi no, riconfermando tutta la preoccupazione dovuta alla sperequazione tra le risorse assegnate alla Asl 1 in considerazione della vastità territoriale e della necessità di garantire a tutta la popolazione, che, va ricordato, essere prevalentemente anziana, un servizio sanitario di prossimità. Inoltre la Cgil ha ribadito che non possono esistere processi di internalizzazione dei servizi senza la conseguente internalizzazione di tutto il personale”.
Subito dopo l’intervento della Cgil, “unica organizzazione sindacale ad essersi interessata anche pubblicamente al tema del Piano di razionalizzazione e delle gravi criticità in esso contenute” – ha evidenziato il sindacato – ha preso la parola l’assessora Verì che “ha comunicato la necessità di riprogrammare la distribuzione del Fondo Sanitario Regionale tenendo in considerazione le criticità che affrontano le Asl svantaggiate quale è la Asl 1, provando a superare, di fatto, la grave sperequazione oggi esistente”.
“Questa Organizzazione, continuerà la battaglia per la salvaguardia del diritto universale alla salute, gratuito ed equo, rilanciando anche una mobilitazione nel caso in cui la ASL non modifichi, eliminando il taglio sul costo del personale, il piano di razionalizzazione. La Cdil continuerà a chiedere investimenti affinché la ASL della Provincia dell’Aquila torni ad essere una Azianda sanitaria attrattiva per l’utenza, anche per le cittadine e cittadini che vivono fuori dalla Provincia dell’Aquila e dalla Regione Abruzzo oltre che dei professionisti sanitari”, conclude la nota.






