L’AQUILA – Un evento strategico, il primo dopo molti anni, che ha posto le basi per una nuova collaborazione tra aree protette, Comuni e territori con la nascita del Coordinamento dei Comuni delle Aree Naturali Protette e delle loro Comunità: un ambizioso progetto di Anci, per coniugare lo sviluppo socioeconomico sostenibile con la conservazione e la tutela della natura e dell’ambiente. E’ questo quanto emerso dall’iniziativa “Parchi e comunità in rete – Modelli di sostenibilità per lo sviluppo del paese”, la due giorni organizzata da Anci a Pescasseroli in collaborazione con il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise e Federparchi.
Dal Friuli alla Sicilia, sindaci e rappresentanti dei Parchi, insieme ai tecnici dei Ministeri dell’Ambiente e dell’agricoltura e di ISPRA, oltre agli stakeholders coinvolti sul tema delle aree protette, si sono confrontati su importanti e imprescindibili sfide, che passano in primo luogo dai territori e dalle comunità locali, un momento di straordinaria emergenza climatica e post pandemica.
“Sono davvero orgoglioso di poter annunciare l’avvio del coordinamento delle Comunità delle Aree Protette di Anci – dichiara Antonio Di Santo, sindaco di Opi e rappresentante Anci – che nasce in stretta sinergia con la Consulta Nazionale degli Enti Locali di Federparchi, che ho l’onore di guidare. Creare una rete tra i Comuni appartenenti ai Parchi è una straordinaria opportunità”.
Attraverso il Coordinamento, può avere più forza anche l’interlocuzione con le Regioni ed il Governo, per le richieste più importanti e strategiche: ridurre lo spopolamento e sostenere lo sviluppo di questi territori, riconoscere il valore dei servizi ecosistemici con un sistema di compensazione dinamico, organizzare e finanziare i servizi necessari (Istruzione, sanità, trasporti, digitalizzazione) e costruire un ‘circuito virtuoso’ per il futuro. Oggi i parchi e le aree naturali italiane non rappresentano soltanto un presidio per la difesa dell’ambiente e la tutela della biodiversità”.
Per il presidente di Anci Abruzzo e sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, “queste due giornate sono state un opportunità per dare forza ai territori delle aree protette del nostro Paese. È stata una Agorà degli attori che vivono, lavorano, pensano in questa chiave. Daremo continuità al Coordinamento degli enti locali con il supporto e la sinergia con Federparchi”.
“Dobbiamo fare in modo che chi ci vive possa avere le stesse opportunità di chi vive nelle città e chi vive nelle città possa valutare la possibilità di trasferirsi” precisa da parte sua il direttore di Anci Toscana Simone Gheri, delegato del Coordinamento.
Molti gli spunti e le prime priorità emerse dal confronto, che saranno alla base del lavoro del Coordinamento. Dal rinnovo del protocollo di collaborazione fra ANCI e Federparchi, ad un percorso di che di eventi verso la conferenza dei Comuni delle Aree protette all’assemblea nazionale di Anci a Genova; dalla creazione di una comunità di pratica, dove mettere a sistema buone pratiche dei Comuni con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, al lavoro sulla Strategia UE sulla biodiversità; dall’impegno sui servizi ecosistemici (soprattutto acqua, con l’ipotesi del possibile riconoscimento in tariffa di un contributo per i comuni sorgivi) ad un diverso parametro per distribuire i finanziamenti (non solo in base alla popolazione ma anche all’estensione territoriale); da nuovi meccanismi di incentivi alle imprese al rapporto tra parchi regionali e nazionali.






