PESCARA – Prevenire azioni di usura e racket, soprattutto in questo periodo di crisi economica, attraverso iniziative di comunicazione e di conoscenza delle misure per neutralizzare tali fenomeni e degli strumenti di ausilio per le vittime.
È l’obiettivo di un progetto, avviato dalla prefettura di Pescara nel febbraio scorso, e che ora è pronto a diventare operativo.
Presentando l’iniziativa, il prefetto di Pescara Vincenzo D’Antuono ha sottolineato che nella provincia “non ci sono elementi per dire che esistono racket e una forte presenza di usura”.
“Tuttavia – ha aggiunto – questo non ci fa stare inerti e quindi abbiamo attivato questo progetto”.
D’Antuono ha spiegato che l’iniziativa mira a coinvolgere in maniera capillare tutto il territorio provinciale, che è stato suddiviso in cinque ambiti al fine di rendere più diretta e incisiva l’azione di sensibilizzazione, e prevede la collaborazione di sindaci, della Provincia di Pescara, delle forze di Polizia, della Camera di Commercio, delle associazioni di categoria, delle associazioni antiracket e antiusura e dei Confidi.
“Vogliamo costituire – ha continuato – una rete di protezione dell’imprenditore, del commerciante, ma anche del singolo cittadino. Il racket e l’usura sono una mala pianta che vogliamo estirpare”.
Il prefetto ha ricordato che in materia esiste una buona legislazione, la quale prevede misure di contrasto ai fenomeni e di aiuto alle vittime. “Il cittadino – ha aggiunto – deve sapere che c’é un’intera organizzazione pronta ad operare per lui. Tutti insieme dobbiamo aiutare chi è in difficoltà”.
Alla presentazione dell’iniziativa ha preso parte, tra gli altri anche il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, il quale ha sottolineato che ora “bisogna creare dei passaggi di verifica, delle azioni che si intendono mettere in campo”.
All’incontro hanno partecipato anche molti rappresentanti di associazioni che combattono quotidianamente contro i fenomeni dell’usura e del racket, tra queste “Sos Italia libera”.
Il presidente nazionale Paolo Bocelli ha ricordato che in Italia 185 mila commercianti sono vittime dell’usura. “Pescara – ha detto – non è Messina, però non fidatevi dei dati che avete. Le persone non chiamano perché hanno paura e vergogna”.
Rivolgendosi ai cittadini li ha invitati ad avere fiducia nello Stato “perché lo Stato esiste”.
Durante la presentazione del progetto sono stati forniti una serie di recapiti delle associazioni antiracket e antiusura a cui i cittadini possono rivolgersi, oltre naturalmente a quello della Prefettura di Pescara (085-2057544).






