PESCARA – Il desiderio di ricominciare e tanta buona volontà hanno aiutato Oberdan Caposano a lasciarsi alle spalle un triste momento della sua vita. Ora il coraggioso gestore di quello che era il rimessaggio per barche ‘L’àncora’ collocato lungo le sponde del fiume Pescara a breve celebrerà l’inizio della sua nuova attività.
Con l’alluvione dello scorso dicembre 2013, l’attività di Oberdan è andata completamente distrutta e con essa anche gli anni di duro lavoro di un uomo la cui unica passione è sempre stata il mare: giornate passate a lavorare lungo le sponde di quello stesso fiume che l’ha tradito durante la piena, che quest’umile uomo di origine venezuelana continua a definire il suo ‘amico fiume’, senza mai lasciarsi scoraggiare dai tristi eventi.
Caposano, proprio pochi giorni dopo l’alluvione, aveva confidato ad Abruzzoweb che malgrado tutto avrebbe trovato presto la forza per ricominciare e rimettere in piedi la sua attività completamente da solo, consapevole del fatto che nessuna istituzione lo avrebbe aiutato. Ed infatti così è stato.
A breve annuncerà la data dell’inaugurazione del suo nuovo pontile che grazie agli amici e alla sua famiglia ha potuto ricostruire ex novo; ma la soddisfazione, come lui stesso ha dichiarato, è tanta e la voglia di ripartire con il suo lavoro è più forte di quella disperazione provata nel vedere il fiume che durante le piogge inghiottiva la sua attività.
Come procedono i lavori presso la sua banchina?
Fortunatamente le cose vanno molto meglio, la banchina è già operativa, mancano solo piccoli dettagli, e fortunatamente dopo la brutta alluvione la stagione è stata clemente per cui mi ha permesso di lavorare. Solitamente l’inverno ho la possibilità di riposare, ma quest’anno ho lavorato duramente per rimettere in piedi la mia attività.
È stato difficile guardare avanti dopo questa vicenda?
Molto, posso assicurare che non è stato affatto facile. Mi sono trovato di fronte a tanti problemi anche banali. Ma ho cercato di reagire immediatamente e se siamo a fine aprile e io ho già ripreso la mia attività vuol dire che l’impegno è stato davvero tanto. Ora sono una persona soddisfatta e felice anche se dietro questo grande lavoro c’è anche una grande spesa, che ho dovuto affrontare; non mi aspettavo aiuti finanziari malgrado l’evidente danno, per cui sono andato avanti con le mie forze.
Com’è stato strutturato questo nuovo pontile?
È stato ricollocato in acqua lo scorso venerdì, e neanche a farlo apposta a Pescara pioveva ma noi imperterriti siamo andati avanti. La banchina consta in realtà di due pontili assemblati, uniti ai pali d’ancoraggio posizionati grazie al lungo lavoro di appositi macchinari. Ora devo occuparmi solo dell’arredamento e del tendaggio ma entro la fine di aprile sarà tutto finito.
Si trova nello stesso punto da cui è stato estirpato dalla furia del Pescara?
Sì, si trova nello stesso identico punto, impossibile cambiare.
Chi l’ha aiutata a rimettere la struttura in piedi?
Sicuramente Oberdan è stato il protagonista assoluto di questa operazione e con me mio figlio! Poi c’è un mio cliente che incarna bontà, altruismo ed onestà: il suo nome è Gianluca Ronca, è un maresciallo della capitaneria di porto che si è adoperato tantissimo per darmi una mano, sia da fisicamente sia moralmente.
Visto che è quasi tutto pronto, ha già riaperto i battenti?
Ho già iniziato a lavorare, anche se le prospettive non sono molto rosee a dire il vero, perché la crisi come sappiamo tutti c’è ancora. Sul posto ci sono quest’anno dei prezzi molto concorrenziali in un momento in cui gli utenti del fiume sono ancora terrorizzati da quanto è accaduto, per cui molti hanno optato per la rimessa delle barche al porto dove hanno pagato di più ma si sentono più sicuri, questo chiaramente per chi come me ha vissuto i danni dell’alluvione è un gran problema.
Si accennava alla mancanza di aiuti economici. Ma la solidarietà delle persone c’è stata?
Da parte della gente c’è stata tanta solidarietà, in molti mi hanno contattato, tanti sono addirittura passati qui in banchina per chiedermi se c’era bisogno di una mano; si sono avvicinate per offrirmi aiuto anche persone che non conoscevo minimamente, inviterò sicuramente tutti all’inaugurazione ufficiale della mia nuova attività.






