PESCARA – Fare crescere le Regioni europee e far sì che le decisioni dell’Unione Europea tengano conto delle volontà dei territori, ascoltando la voce dei cittadini.

È uno degli obiettivi del protocollo d’intesa sottoscritto oggi dal presidente del Calre, Nazario Pagano, e dal presidente del Comitato delle Regioni, Mercedes Bresso, nell’ambito del workshop “L’Europa delle Regioni: un percorso da costruire insieme”, in corso a Pescara, al quale hanno partecipato anche il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto e il presidente della Regione, Gianni Chiodi.
  
L’evento, organizzato dal Consiglio regionale dell’Abruzzo, é dedicato alle dinamiche del regionalismo europeo. Al workshop partecipano relatori di livello nazionale ed internazional per discutere su tematiche attuali, come gli eventi che hanno scosso il Nord Africa e l’improvvisa ondata migratoria, ma anche su temi più tecnici, come lo stato dell’arte delle attività dei gruppi di lavoro della Conferenza delle Assemblee legislative regionali europee (Calre), con l’obiettivo di incentivare nuove forme di cooperazione interregionali.
  
Ricordando che il Trattato di Lisbona attribuisce alle Regioni la possibilità di sollevare la questione di sussidiarietà, Mercedes Bresso ha parlato di un protocollo importante “per scambiarci informazioni, per lavorare insieme, per far lavorare i 73 parlamenti regionali europei in modo che le politiche dell’Unione Europea diventino davvero rispettose dei principi e degli interessi regionali locali”.
  
“Il passaggio del protocollo d’intesa con il Comitato delle Regioni è estremamente significativo ed è la dimostrazione di come noi siamo assolutamente convinti che l’unione faccia la forza. – ha commentato Pagano – E’ fondamentale che il cittadino si avvicini sempre di più al momento della decisione. Attraverso queste iniziative – ha aggiunto – noi riteniamo di poter modificare magari decisioni che vengono assunte senza sentire il cittadino, senza ascoltare i territori”.
  
Il presidente del Consiglio regionale, in tal senso, ha fatto l’esempio della direttiva Bolkestein, “che tanto interessa i balneatori abruzzesi e non solo: è una direttiva sulla quale, ad esempio – ha affermato -, noi siamo stati assenti in termini di allerta precoce. Se avessimo fatto funzionare bene il nostro sistema di interdizione o quantomeno di proposta, probabilmente avremmo evitato o avremmo potuto far modificare una decisione del genere. Faccio questo esempio – ha concluso – per farvi capire che facciamo cose molto concrete, riguardanti anche interessi collettivi”.

FITTO: “NON CI SONO DUBBI SU TENUTA ESECUTIVO”

“Penso che abbia ragione il presidente del Consiglio a dire che non ci sono dubbi sulla tenuta del governo e sulla continuità dello stesso”.

Lo ha detto a Pescara il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, a margine di un workshop organizzato dalla Conferenza delle assemblee legislative regionali dell’Unione europea.

“Vengo da un Consiglio dei Ministri – ha proseguito Fitto – nel quale abbiamo varato un’importante riforma costituzionale che evidentemente dà la dimensione non solo di una tenuta ma anche l’idea che si voglia andare avanti per un periodo di tempo necessario ad approvare una riforma costituzionale che prevede la conclusione della legislatura, perché i tempi di una modifica costituzionale sono tempi che sicuramente, per quanto possano essere rapidi, con il doppio passaggio tra Camera e Senato ipotizzano – ha concluso il ministro – un percorso che sicuramente copre l’intera legislatura”.

FITTO: “GUARDIAMO UN PO’ FUORI DAL PAESE”

“Se fino a oggi si è parlato spesso di sprechi oggi può darsi che con questi tagli si può parlare magari anche di alcune misure che a livello locale sono importanti ma non sono necessarie in un momento di difficoltà e di crisi”.

Lo ha detto a Pescara il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, sulla manovra economica a margine di un workshop organizzato dalla Conferenze delle assemblee legislative regionali dell’Unione europea.

“Bisognerebbe guardarsi intorno – ha proseguito il ministro – non solamente in Italia. Ho i miei dubbi quando la valutazione viene fatta in Italia e per l’Italia. Noi stiamo facendo una manovra che ci fa guardare un po’ fuori dal Paese, non parlo della Grecia solamente ma anche di quello che sta succedendo negli Stati Uniti. Basta vedere la situazione economica per capire che abbiamo un problema un po’ più grosso dell’angolo visuale e – ha concluso il ministro – dell’idea di guardare dal buco della serratura il dato nazionale o peggio locale”. 

FITTO: “MODIFICA E RIDUZIONI, TEMI CHE VANNO DI MODA”

“Parlare di modifica delle Regioni o di riduzione è un tema che in queste ore va molto di moda, ma io sono abituato a voler capire sempre la percorribilità delle cose che si dicono; se parliamo di una collaborazione che utilizzi gli strumenti e la cooperazione a livello ampio e soprattutto europeo ha un senso”.

Lo ha detto a Pescara il ministro per gli affari regionali, Raffaele Fitto, a proposito della macro regione Adriatica, a margine di un workshop organizzato dalla conferenza delle assemblee legislative regionali dell’Unione europea.

“Noi – ha aggiunto Fitto – abbiamo sempre due modelli: il primo è quello di parlare ad una platea da cui ricevere un applauso, il secondo è quello di dire le cose come stanno, io sono sintonizzato su questo secondo modello”.

Quindi – ha concluso il ministro – una proficua collaborazione con le altre Regioni per raggiungere gli obiettivi, penso sia un fatto positivo”.

FITTO: “ESSERE INDAGATO NON VUOL DIRE ESSERE CONDANNATO”

“Alcuni magistrati, dopo inchieste rilevanti con grande ritorno mediatico, dopo pochi giorni o mesi, sono diventati personaggi politici: temo che questo sia un corto circuito che non fa bene alla nostra democrazia, alle istituzioni e non fa bene soprattutto alla Magistratura”.

Lo ha detto a Pescara il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, a margine di un workshop organizzato dalla conferenza delle assemblee legislative regionali dell’Unione europea.

“Essere indagato – ha proseguito il ministro – commentando l’inchiesta di Repubblica che parla di 84 parlamentari con pendenti giudiziari, non vuol dire essere condannato, è un tema che deve essere tenuto nella debita considerazione perchè purtroppo ci sono stati in passato molti indagati che sono stati spazzati via dal punto di vista politico e che poi abbiamo verificato non avessero delle ragioni reali per poter essere indagati perchè sono stati assolti”.

“Garantismo – ha sottolineato il ministro – per quanto ci riguarda non vuol dire una difesa dalla magistratura a prescindere, vuol dire che il codice di procedura penale e il sistema giudiziario italiano prevedono tre passaggi che sono il primo grado, l’appello e la cassazione, è inimmaginabile che ci possa essere la fase delle indagini preliminari sulla base di una valutazione di un pubblico ministero e che ci sia un giudizio definitivo che sancisca l’annullamento della persona alla quale viene rivolta l’indagine”.

“Non mi sembra – ha concluso Fitto – che questa sia una logica di polemica e di contrasto, è solamente un rispetto di quanto previsto, in tal senso, dalla normativa del nostro Paese”.

CHIODI: “L’ABRUZZO HA BISOGNO DI FARE RETE”

Il presidente Gianni Chiodi è intervenuto oggi a Pescara, presso l’Auditorium Flaiano dell’Aurum, nella sessione pomeridiana della prima giornata del Workshop del Calre (Conferenza della Assemblee Legislative Regionali dell’Unione Europea).
 
In qualità di vice presidente dell’Aer (Assemblea delle Regioni Europee), Chiodi ha sottolineato come “l’Abruzzo ha sempre più necessità di fare rete e portare a termine alleanze strategiche con le altre regioni europee, stando sui tavoli che contano. Prima questo non era stato fatto. L’Abruzzo era assente. Oggi, dopo due anni e mezzo di lavoro, la situazione è cambiata. La nostra regione c’è e ha un ruolo importante come dimostrato anche da questo workshop. C’è il presidente Pagano al vertice del Calre, e poi il mio ruolo di vice presidente dell’Assemblea delle regioni europee.”

“Oggi – ha proseguito il presidente Gianni Chiodi – l’Abruzzo è riuscito a creare un sistema relazionale importante e strategico per una ulteriore crescita nell’ambito dell’Unione Europea”.

Nell’ambito del tema del Workshop, sulla collaborazione fra regioni e organismi Europei, Chiodi ha dichiarato: “Esistono oggi due Europe, così come esistono due Italie. Ci sono Regioni come le otto del Sud Italia, le cinque della Polonia Orientale e le altre cinque dell’ex Germania dell’Est, non ancora pienamente al passo con le altre.”

“Per questo – ha spiegato il presidente Chiodi – occorre una azione sinergica dei vari Paesi per mettere in atto strategie macroregionali in grado di far recuperare il terreno perduto a questo 5 per cento dell’Europa che conta 42 milioni di abitanti e che non è ancora al passo con il resto del vecchio continente.”

“E per fare questo – ha concluso – occorre modificare le politiche di coesione e convergenza. Noi come Aer abbiamo da tempo messo in campo azioni volte a ridurre questo sbilanciamento fra le due Europe”.