PESCARA – Protesta clamorosa della marineria di Pescara che questa mattina è scesa in piazza e sta bloccando ingresso e uscita dell’asse attrezzato per protestare contro le modalità con cui si sta portando avanti il dragaggio del fiume Pescara e del porto canale che, essendo insabbiato, è pressochè inaccessibile.
Scortati dalle forze dell’ordine stanno percorrendo a piedi la rampa che porta a piazza Italia dalla riviera Sud della città , dove si fermeranno. Per Riccardo Padovano, proprietario di una barca che ha già provveduto a spostare al porto di Ortona, la situazione, già difficile, si è aggravata con il maltempo dei giorni scorsi.
Gli operatori aspettano di incontrare il sindaco Luigi Albore Mascia ma non “si accontentano più della solidarietà”, dice Padovano.
Sulla rampa dell’asse attrezzato, all’altezza di piazza Italia, èarrivato il sindaco Luigi Albore Mascia. Altissima la tensione tra gli operatori, che hanno annunciato al primo cittadino di voler attuare proteste “ancora piu’ eclatanti”, a giorni.
Non sono disposti ad “attendere oltre”, anche perche’ domenica devono tornare a mare, vogliono sapere “la verità” e chiedono se “c’è intenzione di chiudere il porto” e se devono spostarsi “altrove”, con le imbarcazioni, considerato che “qui non si entra più”.
Non credono agli impegni presi fino ad oggi e ritengono che le istituzioni “se ne infischino. Parlate e basta – dicono al sindaco. Noi vogliamo i fatti”.
Questa mattina, prima di occupare l’asse attrezzato, hanno sistemato le barche al porto commerciale. Il sindaco sta spiegando le decisioni prese ieri durante una riunione in Capitaneria di porto finalizzata a far proseguire le operazioni di dragaggio, già iniziate, considerato che i fondi ci sono. Mascia ha ammesso che “ci sono stati dei pasticci con la burocrazia, fino ad oggi. Vogliamo risolvere il problema, non solo per affrontare l’emergenza di oggi ma anche per il futuro. La competenza, pero’, non e’ del Comune”. Sulla rampa c’e’ anche il presidente della Camera di commercio, Daniele Becci.
Gli operatori della marineria chiedono alla Capitaneria di porto di modificare l’ordinanza che disciplina l’ingresso e l’uscita dal porto perché è troppo penalizzante e non agevola affatto le imbarcazioni.
Vorrebbero parlarne direttamente con il comandante della Capitaneria, Pietro Verna, che è stato invitato a salire sulla rampa ma non si è presentato sull’asse attrezzato dove è arrivato da poco un addetto della Capitaneria, Massimo Luciani. Da lui è partito un invito a mettere per iscritto le richieste, ma gli armatori non ne vogliono sapere di seguire la via del dialogo, e il braccio di ferro prosegue.
È indispensabile, dicono, avere risposte concrete sul dragaggio. Parlando delle “enormi difficoltà a lavorare” riferiscono di un episodio che si è verificato martedì notte, quando “è stata sfiorata la tragedia in mare perché le barche sono uscite nonostante il maltempo” e stavano per scontrarsi.
“Noi rischiamo la vita tutti i giorni”, hanno urlato. In agitazione anche gli operatori di Di Properzio, che con questa situazione rischia “un danno economico enorme”. Mentre il blocco degli ingressi e dell’uscita dell’asse attrezzato prosegue, il traffico di Pescara è letteralmente in tilt.
POCO PRIMA DELLE 13 LA PROTESTA VIENE SOSPESA
La protesta della marineria di Pescara è stata momentaneamente sospesa e si sta provvedendo a riaprire gli ingressi e le uscite dell’asse attrezzato.
Il sindaco Mascia ha spiegato più volte che prima di procedere con le successive fasi del dragaggio è necessario attendere alcuni giorni perché vanno prima effettuate le analisi sui fanghi, e si tratta di un passaggio imprenscindibile. Al momento, quindi, non si può far altro che attendere.




