PESCARA – Un lettore segnala al nostro giornale “un grave disservizio all’ospedale di Pescara, dove, questo pomeriggio, alla richiesta di una prescrizione della cosiddetta ‘pillola del giorno dopo’ la mia compagna ed io ci siamo sentiti rispondere che tale prescrizione non fosse di loro competenza. Saliti all’ambulatorio di ginecologia, nessun ginecologo era presente né si è presentato nonostante le ripetute richieste di assistenza. Alla fine ci hanno fatto sapere che la ginecologa, forse non presente perché in ferie ma comunque coperta dagli infermieri, oppure intenta a farsi una ‘pennica’ o una sigaretta, avrebbe parlato con il dottore del pronto soccorso e che avremmo ricevuto la prescrizione dietro la presentazione di un talloncino di richiesta per ‘visita ginecologica’ all’accettazione del pronto soccorso”

“Scesi nuovamente al pronto soccorso – scrive quindi il lettore – sempre assieme al nostro figlio neonato di 3 mesi, ci siamo sentiti rimbalzare dall’accettazione del pronto soccorso: ‘ha parlato col medico? In questo momento il medico è impegnato, se il medico mi conferma quanto lei dice, le faccio il talloncino e lei torna in ginecologia’. Al che, dopo due ore di attesa, in cui la gente può morire prima di parlare con un dottore, mi sono rivolto al corpo di Polizia per richiedere di parlare con un qualsiasi medico. Nessun medico si è presentato”.

“Medito di sporgere comunque denuncia alle Forze di Polizia. Mi sembrava doveroso informare gli organi di stampa di quanto accaduto a chi, come noi, domiciliati per lavoro a Pescara non ha un medico di famiglia a cui rivolgersi per questi casi. Bel servizio di pronto soccorso offre l’ospedale di Pescara. Complimenti”, conclude il lettore”.