PESCARA – I partiti di opposizione al Comune di Pescara chiedono le dimissioni del sindaco, Luigi Albore Mascia, il quale, nei giorni scorsi, si è detto pronto a lasciare, nel caso in cui, nel Consiglio di lunedì prossimo, dovessero mancare i numeri per far approvare il salvataggio di Pescara Parcheggi, società con i conti in rosso.

Il capogruppo del Pd, Moreno Di Pietrantonio, chiede al primo cittadino di fare “un grande gesto per il bene della città dimettendosi, dando la possibilità di creare un nuovo governo capace di ridare un futuro e uno sviluppo a Pescara, che ha il diritto di tornare a essere pulsante, dinamica, intraprendente e culturalmente all’avanguardia, come è sempre stata prima che venisse mortificata da un’amministrazione indifferente e irresponsabile”.

Sottolineando che la bocciatura della delibera su Pescara Parcheggi rappresenta “il fallimento sia della società sia dell’amministrazione comunale”, Di Pietrantonio aggiunge che “Pescara è pronta a dire basta, ad assumere la responsabilità del rilancio e a far ripartire la città, ormai ferma da troppo tempo”.

Parole analoghe arrivano dal capogruppo di Futuro e Libertà per l’Italia, Massimiliano Pignoli: “il sindaco deve dimettersi. La questione Pescara Parcheggi ha certificato il fallimento, prima amministrativo e poi politico della sua amministrazione. Non è questione solo di numeri. La maggioranza che ha mal governato questa città non esiste più e quindi la soluzione è una sola: le urne”.

“Lunedì pomeriggio – aggiunge Pignoli – ci attendiamo un atto di coraggio da parte del sindaco. Le dimissioni sono l’unica strada possibile per far uscire dal pantano e far ripartire una città immobile e ferma da anni”.

Secondo il consigliere Giovanni Di Iacovo (Sel) “Pescara merita di essere amministrata, cosa che in questi anni non è stata fatta. La situazione – sottolinea – è anche peggiorata, dato che non ci sono più i numeri. Il sindaco tragga le sue conclusioni”.

Per Maurizio Acerbo (Prc), “Mascia è il capro espiatorio del fatto di avere una maggioranza caratterizzata dalla presenza di troppi ‘vitelloni’. Le divergenze politiche su problemi importanti sarebbero un fatto democratico – afferma il consigliere – ma in questo caso, per ‘misteriose assenze’, la maggioranza non riesce ad avere i numeri o per irresponsabilità o perché gli esponenti ricattano Mascia per ottenere favori personali. In entrambi i casi lo spettacolo è deprimente. Il Pdl – conclude – ha espresso una classe dirigente che non è in grado neppure di garantire l’ordinaria amministrazione”.