PESCARA – “Aca pagherà il 60% dei debiti ai creditori, manterrà i posti di lavoro, aiuterà le aziende che altrimenti rischiavano di non prendere questo denaro e consentirà che l’acqua resti nelle mani di una società pubblica e, sopratutto per i cittadini, con le stesse tariffe. Il pagamento dei debiti verrà azzerato in sei anni”.

Lo ha detto oggi l’amministratore unico dell’Aca Vincenzo Di Baldassarre in un incontro con i giornalisti, dopo l’ammissione al concordato preventivo da parte del Tribunale di Pescara.

Di Baldassarre non ha nascosto la soddisfazione di un obiettivo raggiunto dopo due anni e mezzo di sacrifici.

“Non è stato questo un risultato indolore. Abbiamo fatto una cura da cavallo ma è servita per far sì che questa resti una società in equilibrio finanziario, risparmiando e facendo decine di milioni di appalto, operando in trasparenza e senza avere intoppi. Io – ha detto Di Baldassarre – sono arrivato il 27 novembre 2013 sapendo di trovare una situazione difficile. Ho trovato poi una situazione ancora più complicata e una società in evidente difficoltà finanziaria e insolvente. Questa cura da cavallo era indispensabile. Siamo stati i primi in Italia a precorrere la strada del concordato. Abbiamo dovuto fare un piano industriale che desse la soddisfazione dei crediti, ma anche degli investimenti. Abbiamo anticipato i tempi e abbiamo avuto un Tribunale attento e abbiamo avuto una Procura che ha partecipato attivamente. La Procura ha creduto in quello che si stava facendo. Abbiamo avuto il supporto dei sindacati e in due anni e mezzo non abbiamo mai avuto problemi e vertenze di natura sindacale”.

Vincenzo Di Baldassarre ha poi parlato di cifre: “Il Concordato in questi due anni e mezzo abbiamo pagato tutti i fornitori per 50 milioni. Abbiamo rimborsato i mutui e restituiti soldi all’Ato. Nel 2014 riattivato vecchi cantieri per 2,5 milioni e nuovi per 1,4 milioni. Nel 2015 abbiamo fatto partire il Dk 15 e il depuratore di Valle Anzuca a Francavilla al Mare (Chieti). Sul Dk 15 abbiamo recuperato un’opera appaltata dal 2008 e che era ferma. Daremo le chiavi di questa opera a luglio al Comune di Pescara. Il Dk 15 parte da Villareia di Cepagatti (Pescara) e arriva a Pescara per intercettare gli scarichi sul Pescara. Era un lavoro atteso e rappresenta tappa fondamentale per la lotta all’inquinamento che ci coinvolge tutti. Ma il problema dell’inquinamento non è il depuratore, sempre monitorato, ma l’asta fluviale. Il risanamento ci ha consentito – ha detto ancora Di Baldassarre – di accedere ai Fondi Fas per 1,9 milioni e questo ci permetterà di far partire 18 nuovi depuratori. Il 2017 ci farà chiudere questi lavori. Attraverso il masterplan Abruzzo attiveremo nuove procedure e chiuderemo diversi progetti posti in essere. La capacità finanziaria di Aca ci ha permesso anche di risolvere il problema di via Raiale (crollo del muro dell’asse attrezzato e della conduttura), ma soprattutto economie con tagli di 4,7 milioni di euro nel 2014 e 2,9 nel 2015”.

“Oggi l’Aca – ha concluso l’amministratore unico – può avere 31 milioni di euro nella sua disponibilità, dopo aver pagato fornitori e portato avanti e concluso progetti. Soldi che ci permetteranno entro i prossimi cinque anni la parità assoluta”.