PESCARA – Depositato, presso il tribunale di Pescara, il progetto esecutivo per la demolizione delle parti ritenute abusive dello stabilimento Lido delle Sirene-Cafè Les Paillotes, situato in piazza Le Laudi a Pescara e di proprietà di Filippo Antonio De Cecco.

Il 4 giugno prossimo l’ultimo passaggio, da quanto si è appreso puramente formale, davanti al giudice Rossana Villani, dopo di che la palla tornerà al pm Anna Rita Mantini, che prima rivolgerà un invito alla proprietà del locale, affinché adempia spontaneamente alla demolizione e che in caso di assenza di riscontri potrebbe ordinare l’esecuzione in danno. In base al progetto di demolizione realizzato dal perito incaricato dal tribunale, andrà rimossa la gran parte delle opere che hanno costituito un ampliamento della struttura originaria, coincidente con il corpo centrale del vecchio stabilimento Lido delle Sirene: in sostanza le verande e le tettoie plurime collegate tra loro.

Il ristorante Il Granchio, in particolare, rischia di essere quasi completamente abbattuto.

Una delle obiezioni sollevate dai legali di De Cecco Gianfranco Iadecola (oggi assente in tribunale) e Nicola Lotti, è legata all’interdipendenza di molte parti della struttura.

Secondo Lotti, “non è semplice intervenire, perché demolendo alcune parti ritenute abusive si rischierebbe di compromettere anche parti ritenute sane”.

Il locale venne sottoposto a sequestro il 17 dicembre del 2007, nell’ambito dell’inchiesta della magistratura pescarese su abusi edilizi e irregolarità nelle concessioni demaniali: a giudizio dell’accusa l’ampliamento della struttura sarebbe avvenuto sfruttando permessi rilasciati per effettuare semplici manutenzioni e per eliminare le barriere architettoniche, in assenza di titolo edilizio e in violazione del Prg.

Nel 2011 arrivò la condanna del Tribunale di Pescara per abuso edilizio.

La sentenza, un anno dopo, venne confermata dalla Corte d’Appello dell’Aquila.

De Cecco presentò ricorso in Cassazione, ma nel 2013 l’istanza fu rigettata.

Nel maggio dello scorso anno, in virtù del pronunciamento della Cassazione e dell’ordinanza di dissequestro da parte del Tribunale di Pescara, la Procura del capoluogo adriatico ha emesso un’ordinanza per la demolizione delle parti abusive dello stabilimento balneare.

La proprietà del locale, per il momento, è riuscita a congelare l’ordinanza di demolizione grazie ad una serie di ricorsi presentati al Tar dell’Aquila, in particolare contro i provvedimenti di demolizione emessi dal Comune di Pescara.

I ricorsi, tuttavia, non bloccano l’esecutività della sentenza penale.