PESCARA – Una settimana per perdersi all’interno dei labirinti di “Oblivion”, esperimento artistico psico-sensoriale a cura di Sibilla Panerai, che dopo Teramo arriva anche a Pescara.

La quarta mostra della stagione espositiva dell’Alviani ArtSpace, spazio di ricerca e sperimentazione sul contemporaneo all’interno dell’Aurum di Pescara diretto da Lucia Zappacosta, è dedicata infatti al progetto nato da un collettivo di tre creativi e due musicisti. Le installazioni sono firmate Giustino Di Gregorio, Manuela Cappucci e Claudio Pilotti, la musica è di Luca D’Alberto e Pierluigi Filipponi.

La mostra, della durata di una sola settimana, rinnova la percezione del tempo e dello spazio, attraverso l’utilizzo della luce pura. Riprendendo la logica a grate di Sol LeWitt e trovando la sua congeniale introduzione nel tunnel di Getulio Alviani, ridefinisce il concetto della scultura e crea una nuova possibilità estetica improntata all’essenziale.

“Oblivion” è materia, suono e proiezione, un’installazione limpida e simmetrica, a tratti ipnotica in grado di condurre a una nuova obiettività.

Le opere sono costituite da unità elementari primarie dalla monolitica presenza, in cui la perfezione della luce si scontra con l’imperfezione della materia, la verticalità con l’orizzontalità, la leggerezza con il peso.

La luce proiettata è essa stessa in movimento e lentamente si modifica seguendo una ricerca riduzionistica e quasi analitica, in grado di generare forti stati emozionali.

La musica, appositamente concepita, è parte integrante dell’opera, donando un senso totalizzante all’esperienza percettiva, in un susseguirsi di rifrazioni di luce e materia che conducono fin quasi alla smaterializzazione dell’opera e alla dilatazione temporale.

La luce ondeggia come una corrente sui perimetri delle sculture e questa fluttuazione è l’oblio che immerge lo spettatore in una rinnovata dimensione del qui e ora.

L’inaugurazione è fissata per domenica 16 dalle ore 19 alle 23.30. La mostra chiude i battenti il 23 giugno. (ar.ia.)