PESCARA – Il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari presenta un’interrogazione al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, per capire come mai un impianto per la gestione dei rifiuti, realizzato con fondi pubblici, sia stato completamente abbandonato.
Il 1° ottobre 2007, infatti, la Regione aveva autorizzato per un periodo di 10 anni l’esercizio di una piattaforma pubblica nel territorio del Comune di Alanno (Pescara), costata circa 1 milione di euro.
A oggi, però, la piattaforma risulta inutilizzata e lasciata in uno stato di totale abbandono, secondo quanto attesta il consigliere grillino, ed è diventata una discarica a cielo aperto; ciò che incuriosisce i pentastellati però, è il perché i rifiuti del Pescarese vengano portati nel Chietino, e nello specifico ad Ortona, piuttosto che in quella struttura sprecata.
”La piattaforma di Alanno è stata interamente realizzata con soldi pubblici – ha evidenziato Pettinari – i Comuni solitamente conferiscono i rifiuti in una piattaforma al cui interno c’è un trattamento preliminare, ossia una separazione di carta, plastica, vetro, lattine, alluminio e così via che poi vengono dati agli acquirenti”.
Secondo il consigliere, “i prezzi imposti a quei tempi da una delibera di Giunta erano stati calmierati, cioè non potevano superare una certa cifra; dal 2008, però, solo alcuni di tutti i Comuni del Pescarese hanno potuto utilizzare per 2 soli anni la piattaforma di Alanno, dopodiché è stata bloccata. I Comuni sono Cepagatti, Rosciano, Nocciano, Manoppello, Alanno e Scafa”.
Tutti i Comuni della Provincia di Pescara, oggi, si trovano a smaltire i rifiuti presso società private: ”Avevamo una piattaforma pubblica con prezzi calmierati dove conferire tutti i rifiuti del Pescarese, ma dal 2010 non abbiamo più la possibilità di utilizzarla – è sbottato il consigliere – in termini economici, il conferimento di questa piattaforma pubblica sarebbe costato circa 78 euro a tonnellate, e il Comune di Pescara, per esempio, smaltisce circa 45 tonnellate al giorno, la piattaforma privata viene a costare circa 100 euro; il risparmio per le casse pubbliche sarebbe stato di circa 500 euro al giorno”.
Secondo una relazione fatta dall’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta) nel 2010, la piattaforma di Alanno non poteva essere più utilizzata a causa di problemi strutturali, dunque è stata lasciata in stand-by; il discorso non è stato più ripreso dalla Regione.
”La Regione – come ha spiegato Pettinari – avrebbe potuto fare tante cose: intanto chiamare la Ecologica Spa (società pubblica a cui era stato affidato l’impianto, ndr) e chiedere il perché dell’abbandono di questa discarica o stanziare dei soldi per ripristinare il suo utilizzo”.
”Avendo messo da parte la possibilità di conferire i nostri rifiuti in una struttura pubblica ci serviamo di quella privata – ha ironizzato ancora il consigliere – Stranamente tutti si erano dimenticati dell’argomento, e dire che abbiamo diversi assessori e consiglieri regionali che erano sindaci di questi Comuni: come mai, mi chiedo, proprio loro che erano autorizzati a conferire i rifiuti nella piattaforma pubblica non l’hanno fatto?”.
”Con questa interpellanza io pretendo delle risposte, visto che potevamo risparmiare molti soldi”.




