PESCARA – Meno partecipazione ma anche meno intoppi ieri sera a Pescara per il Botellon 2, il mega incontro di giovani previsto allo stesso posto e alla stessa ora del primissimo in Abruzzo, che c’era stato il 4 giugno scorso.
Circa mille ragazzi, con punte di quasi 2 mila persone verso le 2.30 secondo la questura, hanno partecipato, all’Arena del mare, alla maxi bevuta di gruppo organizzata di nuovo tramite il passa parola di Facebook.
A paragonarlo al precedente verrebbe da pensare che questo secondo evento sia stato… un mezzo fiasco, dato che dal ponte del mare sembrava troppo esiguo il gruppo compatto al centro della spiaggia libera. Se non altro, però, questo ha sicuramente aiutato le forze dell’ordine a tenere sotto controllo la situazione.
IL PRECEDENTE
Il primo Botellon aveva visto, infatti, la partecipazione di quasi 5 mila ragazzi provenienti da tutta Italia, i quali, fino alle luci del mattino dopo, erano rimasti in spiaggia, lasciando per terra ogni tipo di rifiuto e rendendo l’Arena una vera e propria discarica, ripulito in seguito, dopo ore di lavoro, dal personale di Attiva.
Oltre alle numerose critiche relative all’abuso di alcol (“botella” in spagnolo significa bottiglia, chiaro il collegamento), ciò aveva portato anche polemiche sulla “solita inciviltà pescarese”, rendendo per un mese dubbia l’organizzazione dell’atto secondo.
Si poteva leggere, infatti, nella pagina del precedente evento un commento di un certo Botellòn Chupito, uno degli organizzatori, il quale aveva rinunciato a mettere in moto la nuova adunanza dei giovani perché aveva ricevuto numerosi richiami dalle forze dell’ordine: “Non si tratta di non avere le autorizzazioni, ma a quanto pare il porcile dell’altra volta ha scatenato l’inferno”.
Da due giorni, invece, era spuntata su Facebook la pagina “Flash’! Secondo Botellòn in spiaggia – Pescara”, un Botellòn ridotto “dalle 23.30 alle 2.30 – si legge nella pagina – per ovvie ragioni; ricordatevi di portare solo bottiglie in plastica; questa volta non saremo 5 mila, ma 10 mila!”, concludendo con “il più grande evento del Centro Italia”.
Circa 700 le partecipazioni raccolte su Facebook, quindi ci si aspettava un numero nettamente inferiore al precedente evento.
Sarà per le numerose polemiche ricevute dal primo, sarà che era venerdì, sarà che molti giovani che studiano a Pescara sono ritornati, essendo luglio, nelle proprie città, sarà la pubblicità “flash” dell’atto secondo, fino all’1 di ieri, quindi, poche centinaia sono state le persone che timidamente hanno iniziato ad affollare la spiaggia libera, nonostante contemporaneamente ci fosse in atto, nello stesso luogo, un altro botellòn, il “portati da bere beach party”, come si poteva leggere su Facebook.
Si pensava, quindi, che grazie anche all’aiuto di due feste contemporanee si potesse arrivare a quota 10 mila.
SUCCESSO A META’
Così non è stato ma ciò non ha impedito alla festa di svolgersi in maniera sicuramente più civile dell’altra volta, grazie anche alla presenza di cassonetti dell’immondizia e bagni chimici predisposti dall’amministrazione comunale.
Decine gli uomini delle forze dell’ordine impiegati, tra polizia e autoambulanze, ma in numero inferiore rispetto alla volta precedente, e che non si sono dovuti prodigare in interventi particolari.
“La situazione è sotto controllo – ha dichiarato verso le 2 un operatore del 118 – ci aspettavamo molta più affluenza e invece per fortuna non è stato così. Speriamo che la serata continui in questa direzione”.
“Il botellòn – ha affermato Veronica Di Persio, studentessa presso l’università “Gabriele d’Annunzio” – è un evento che rappresenta la possibilità di divertirsi, bere una birra, ascoltare musica, ballare e chiacchierare con gli amici senza dover spendere soldi a palate nei vari locali di turno”.
“Evviva il botellòn! – ha esclamato Stefano Pasquali – Un ondata di diversità nella monotonia pescarese. Ovviamente ognuno poi è responsabile di quello che fa; siamo grandi e vaccinati e dobbiamo imparare a saperci gestire”.



