PESCARA – Manca poco al Festival delle Letterature che si terrà a Pescara dal 7 al 10 novembre.
A prendere parte a questo appuntamento anche lo scrittore italiano Alessandro Baricco, che parlerà della sua narrativa nell’ultima giornata del Festival, alle 17 presso il Teatro Massimo, poco prima dell’attesa esibizione di Max Gazzè, che si terrà nella stessa location alle ore 21.
L’incontro con Baricco, che per la prima volta è ospite del Festival delle Letterature, è completamente gratuito, i posti sono numerati fino a esaurimento e i biglietti andranno ritirati entro il giorno precedente all’evento.
A moderare l’incontro sarà Luca Sofri, giornalista e direttore di “Il Post”, che coordinerà anche il dibattito con ospite Daria Bignardi. Protagonista indiscussa di incontri e riflessioni sarà la situazione dell’Italia del presente e del futuro, oltre che della politica.
Baricco è molto atteso dal pubblico pescarese. Una delle opere più famose e apprezzate dello scrittore torinese è il saggio “I Barbari”,del 2006, in cui tenta di dare una spiegazione al cambiamento che si sente nell’aria nella cultura occidentale, che lui definisce “mutazione” vera e propria: “…uno smantellamento sistematico di tutto l’armamentario mentale ereditato dalla cultura ottocentesca, romantica e borghese..”.
La mutazione a cui fa riferimento Baricco infatti è arrivata: la tecnologia e l’innovazione hanno preso il sopravvento, modificando i concetti di spazio e di tempo. La mutazione non è sempre “saccheggio negativo” perché può essere governata, sta all’uomo capire cosa vuole conservare del passato.
Saggio e narrativa nell’opera di Baricco si uniscono, per dare spazio all’insegnamento e dunque istruire il lettore: l’ultima opera dello scrittore è “Tre volte all’alba”, capolavoro del 2012 in cui il tema centrale è l’amore. Sebbene il tempo scorra velocemente, l’amore incredibilmente rimane sempre, non si lascia trascinare via e i due protagonisti del suo libro “..si incontreranno per tre volte, ma ogni volta sarà l’unica, e la prima, e l’ultima..”
È proprio da “Una certa idea di mondo”, il titolo con cui Baricco racchiude le sue riflessioni condotte negli ultimi dieci anni, che partirà l’appuntamento al Festival: è qui infatti che egli riflette sul cambiamento, in cui fa conoscere al lettore la sua idea del mondo osservando quella particolare realtà che circonda l’uomo e che molto spesso sfugge; attraverso le sue opere, Baricco condivide un pezzo della sua vita personale, raccontandola al pubblico e rendendolo partecipe.






