PESCARA – Non è andato in porto. Anzi, c’è rimasto, il nutrito corteo di pescherecci che avrebbe dovuto prendere il largo in occasione della tradizionale festa di Sant’Andrea.

Secondo quanto è riportato dal quotidiano Il Centro, è la prima volta che dal 1867 i 67 pescherecci decorati a festa hanno dovuto rinunciare alla tradizionale processione in mare. “Ringraziamo i nostri politici – ironizza con amarezza Massimo Camplone, responsabile del comitato organizzatore del corteo in mare dell’Anmi (Associazione nazionale marinai italiani)  – per la loro incapacità. Hanno dimostrato di avere a cuore soltanto i soldi e le poltrone”.

Il mancato drenaggio ha così costretto i pescherecci, fermi dinanzi al porto insabbiato, ha deluso molti cittadini, soprattutto i tanti che da sempre aspettano questo giorno di festa come momento di festa ma anche di preghiera e devozione. Secondo Mimmo Grosso, un volto storico della marineria, esiste il rischio che questa processione non venga più riproposta.

Ora saranno le vongolare, i motoscafi delle autorità civili e le barche del circolo velico a dover tenere in vita il rito di questa antica festa religiosa: dopo la messa nella parrocchia di Sant’Andrea, usciranno al largo per deporre due corore di fiori, in ricordo dei caduti del mare. Una terza sarà posizionata sulla croce di ferro del molo sud.

Intanto i marinai, presi dallo sconforto, non rinunciano a lanciare un segnale di speranza, eleggendo ambasciatrice il soprano Katia Ricciarelli, madrina del porto insabbiato.