PESCARA  “La vicenda salita alle cronache cittadine nella giornata di oggi, è l’ennesima in cui i commercianti pescaresi, già stremati da una gestione pandemica nazionale eufemisticamente disastrosa, hanno dovuto pagare le conseguenze delle inefficienze di uno Stato che non garantisce nè sicurezza, nè certezza della pena e neanche una adeguata e volitiva lotta alla tossicodipendenza”.

Lo denunciano in un comunicato congiunto FdI dipartimento Famiglia e Valori non negoziabili e Gioventù Nazionale provincia di Pescara.

“Siamo storicamente schierati a sostegno dell’operato delle Forze dell’Ordine, ma se quest’ultimo viene vanificato da una legislazione eccessivamente esposta ad interpretazioni spropositatamente indulgenti e lassiste, indirette concause di reiterazioni, diviene moralmente obbligatorio segnalare l’esistenza di un problema – prosegue la nota -. Noi chiediamo che chiunque danneggi l’altrui proprietà al fine di reperire il necessario per l’acquisto di qualsivoglia tipo di droga, sconti integralmente la propria pena e venga messo in condizione di non nuocere ulteriormente.

“È necessario innanzitutto procedere al ribaltamento di un paradigma socio-culturale, affermatosi negli ultimi decenni, per cui il colpevole sarebbe quasi sempre una vittima dell’emarginazione sociale o di altri fattori esterni all’individuo. Non si legga questo nostro intervento come una negazione del carattere riabilitativo delle pene nell’ordinamento giuridico italiano, ma come la necessaria richiesta di integrare a questo nobile fine, anche quello della più complessiva tutela del benessere sociale comunitario, il quale non può prescindere dalla sicurezza, dalla tutela assoluta della proprietà privata e dalla certezza della pena”, conclude la nota.