PESCARA – “Saranno palazzoni alti 7 piani a ridosso del mare quelli costruiti sul lungomare sud di Pescara. Un complesso, quello della PescaraPorto srl di Milia e Mammarella, che fa da cornice alla più famigerata delle azioni politiche, dove l’interesse di pochi contro quello di molti prende una forma così netta che impedirà persino la vista del mare”.

Una critica chiara e diretta quella dei portavoce del Movimento 5 stelle pescarese, dal parlamento alla regione fino ad arrivare in comune.

“Il Comune di Pescara sotto la Giunta Mascia ha addirittura appoggiato un ricorso alla sentenza del Tar per permettere la costruzione di questo ennesimo ecomostro sulla costa abruzzese – commenta il consigliere comunale grillino Erika Alessandrini – una scelta politica che si schierò dalla parte della cementificazione selvaggia, forse in difesa della superficialità del dirigente, che ai tempi erroneamente consenti con un atto la costruzione di un progetto di cemento in un’area che invece, secondo il piano particolareggiato, doveva essere destinata a verde pubblico”.

Non fa mancare una forte critica anche il deputato Gianluca Vacca. “Abbiamo presentato un emendamento alla legge di stabilità 2015 finalizzato ad abrogare il regalo ai cementificatori fatto dal Pd esattamente un anno fa nella scorsa legge di stabilità, quando relatrice era la senatrice Chiavaroli”, ricorda.

“L’emendamento Ncd, che il M5s chiede di abrogare, aiuta i costruttori pescaresi che vogliono realizzare, con la complicità della Giunta Alessandrini, una colata di cemento sul lungomare di Pescara, vicino all’ex-Cofa – prosegue – interpretando la normativa sull’aumento di cubatura del già Governo Berlusconi, confermando la vocazione della politica pescarese sempre molto benevola con i costruttori”.

“Stiamo perdendo una zona verde della città – rincara il consigliere regionale Domenico Pettinari – con un alto fattore di rischio per la popolazione, poiché quell’area, secondo un provvedimento regionale (Psda) è contrassegnata come zona a rischio esondazione molto elevata. Mentre l’Abruzzo cade a pezzi per le piogge e per scelte che puntano sempre alla cementificazione e alla deturpazione del territorio”.

“Il governatore D’Alfonso – ricorda Pettinari, che è stato denunciato da lui – durante il frettoloso processo dell’abbattimento dell’ex Cofa ha affermato soddisfatto che i bambini finalmente avrebbero potuto vedere il mare, peccato che pochi metri più in là il mare non si potrà vedere neanche con il binocolo”.

“Chiediamo al sindaco Alessandrini – affermano i pentastellati – di ricorrere in Cassazione per bloccare l’ennesimo ecomostro, frutto di atti politicamente scorretti e nebulosi, e di agire con fermezza annullando il permesso di costruire che nel 2012 fu concesso a Pescaraporto srl, che contraddice con le direttive poste nel psda e nel pp2”.

“Un atto dovuto per la pubblica incolumità e la tutela dei cittadini pescaresi. Chiediamo fermamente che non si costruisca in quell’area – proseguono – perché c’è un rischio di esondazione elevato, e inoltre perché la città non merita l’ennesimo palazzone posto tra il mare e le abitazioni”.

“Meritiamo che la zona posta a ridosso del Porto Turistico, compreso il complesso ex Cofa, sia destinata al verde pubblico perché rappresenta l’affaccio di Pescara sul mare, un privilegio per tutti i pescaresi che non può essere negato da interessi economici del capitalismo locale”, concludono i grillini.