PESCARA – Nuovo dietrofront del sindaco di Pescara Marco Alessandrini.

Al termine di una giornata convulsa, conclusa con un vertice notturno con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e i vertici del Partito democratico, è arrivata la defenestrazione dell’assessore al Bilancio Giuliano Diodati, anziché di quella, paventata, dell’esterno Stefano Civitarese, professionista per il quale si sono spesi in molti, dal mondo accademico all’Ance.

Il tutto per fare spazio al ritorno di Gianni Teodoro, insieme al fratello Maurizio uomo forte della politica comunale che ancora oggi, seppur ridimensionato rispetto al passato, si dimostra influente sugli equilibri amministrativi. Fino all’ottobre scorso era stata la figlia Veronica a rappresentarli in giunta.

Con lui entrerà in giunta anche la consigliera del Pd Simona Di Carlo, al posto dell’assessore Laura Di Pietro.

Indiscrezioni raccontano di un incontro tra Alessandrini, D’Alfonso, i segretari regionale, Marco Rapino, e comunale del Pd, Moreno Di Pietrantonio, il capogruppo dei democratici Marco Presutti in cui, dopo un’attenta analisi della situazione politica, sarebbe emersa di nuovo la scelta di Diodati.

La decisione rappresenta sicuramente un duro affronto alla fronda guidata dall’assessore regionale Donato Di Matteo, di cui Diodati è espressione, che aveva già minacciato di abbandonare la maggioranza in Regione, dove il rapporto con il presidente non è mai stato troppo sereno.

A Teodoro vanno una decine di pesanti deleghe, polizia municipale, contenzioso, patrimonio, demanio, demanio marittimo, occupazione del suolo pubblico, protezione civile, associazionismo e, forse, anche il verde.

Le deleghe di Diodati al bilancio, finanze e tributi, dovrebbero essere assunte ad interim dal sindaco.

Duro e amaro il saluto di Diodati affidato la notte scorsa alla sua pagina Facebook: “Il mio percorso in Comune si è concluso oggi nel peggiore dei modi. L’epilogo al termine dell’ennesimo incontro con il sindaco Alessandrini e con un partito malato di una schizofrenia ormai sotto gli occhi di tutti. In questi anni, dopo essere stato eletto dal popolo ho cercato di amministrare con serietà, dedizione, passione per Pescara, ascoltando tutti i cittadini senza mai risparmiarmi”.

“Credo – prosegue – di aver dimostrato capacità di governo con obiettivi chiari, azioni mirate e numeri per spiegare concretamente i risultati ottenuti. Un politico deve rendere conto dei risultati delle sue azioni. Noi stiamo assistendo ad un esempio di abdicazione della politica, in cui si sta confondendo il ruolo del tecnico con quello di politico. L’organo collegiale di governo cioè la giunta, secondo la logica e il principio di democrazia, deve essere formata con persone elette dal popolo. Ma per il Pd non conta essere stati eletti, né contano serietà lavoro e concretezza di risultati, a questo partito non interessa la parola democrazia, cioè governo voluto dal popolo, la più alta forma di libertà che gli elettori possono esprimere attraverso la loro scelta che dovrebbe restare sovrana”.

“Questo – sottolinea – è un partito in forte contraddizione, che sta guidando una grossa macchina con migliaia di passeggeri che oggi più che mai hanno assoluta necessità di sentire che il volante è saldamente nelle mani di qualcuno che sa quello che fa. Questa città è purtroppo nelle mani di un sindaco e di una classe dirigente che ben poco riconosce al popolo e che brancola nel buio. La stessa dirigenza che mi ha buttato fuori indegnamente, dando uno schiaffo a tutti coloro che in questi due anni e mezzo hanno condiviso e avviato insieme a me progetti utili alla città. In questo momento si alternano sentimenti di amarezza e rabbia; dopo i giorni dell’illusione e delle polemiche speravo di poter proseguire il mio lavoro. Lavoro oggi interrotto bruscamente contro gli interessi di Pescara. Questa decisione avrà sicuramente delle conseguenze e non lascerà indifferenti coloro che con me hanno cercato di portare avanti gli ideali di democrazia e di rispetto dei cittadini. Grazie a tutti coloro che mi hanno affiancato e a chi mi ha manifestato vicinanza e stima”.