PESCARA – Grave fatto di sangue ieri sera a Pescara: un extracomunitario di 35 anni ha colpito con una coltellata all’addome il titolare del noto ristorante La barcaccia, in piazza primo Maggio, in pieno centro Massimiliano Di Cesare, portato in ospedale, fortunatamente non in gravi condizioni, ma con una prognosi di 15 giorni.
L’aggressore, che sarebbe stato in preda ai fumi dell’alcol, avrebbe provato a entrare nel ristorante ma al diniego avrebbe reagito con violenza scatenando una lite culminata con un colpo all’addome sferrato con un coltellino. Lanciato l’allarme, il ferito è stato accompagnato in ospedale dai soccorritori del 118 mentre la polizia, giunta poco dopo in zona, ha rintracciato l’aggressore che è stato arrestato.
A Rete 8 racconta un testimone dell’accaduto, Domenico Pagliari, del lido Apollo, “era dietro di me e ha cercato di intrufolarsi. Il titolare, però, gli ha ordinato di andare via. Ma il tizio non ha esitato ad alzare le mani. A quel punto Massimiliano gli ha detto di fermarsi. Aveva paura per il padre. Siamo usciti tutti fuori, ad accezione di mia moglie e di altre persone presenti nel ristorante. Intimorite da quanto stava succedendo, hanno chiuso la porta e sono rimaste all’interno paralizzate. L’uomo era completamente fuori di sé. Ha tirato fuori un coltellino e ha colpito Massimiliano”.
In un clima già di campagna elettorale tuona il consigliere comunale civico Domenico Pettinari: “La situazione tragica accaduta ieri sera ai danni di un noto ristoratore, l’ennesima della nostra città, non può non riaccendere la riflessione su un tema tanto caro quanto determinante per la nostra gente. Assume maggior rilevanza se si pensa la nostra città è sempre più insicura con un governo nazionale di destra, un governo regionale di destra e un Sindaco di destra, nonostante i proclami e la becera propaganda elettorale della destra italiana. Credo di aver qualche titolo per parlare di sicurezza avendo io rischiato più volte la mia vita contro la criminalità . A mio modestissimo parere Pescara ha necessità di alcune misure per soprattutto prevenire atti delittuosi. La prima cosa da fare è incrementare il numero degli uomini delle forze dell’ordine e far coincidere ad ogni pensionamento un rimpiazzo certo. Incrementare gli uomini significherebbe garantire almeno la copertura dei quattro quadranti della città con quattro pattuglie e, questo, potrebbe essere fatto con l’innalzamento della Questura a rango superiore”.
Incalza il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Pescara, Paolo Sola: quanto accaduto è gravissimo e inaccettabile. Un ristoratore accoltellato nel proprio locale, in pieno centro, davanti ai cittadini e all’ora di cena è la fotografia più cruda del fallimento totale delle politiche sulla sicurezza portate avanti dalla destra. Non siamo di fronte a un episodio isolato. Aggressioni a esercenti e cittadini si susseguono ormai con una frequenza allarmante e raccontano una verità che la destra continua a negare: Pescara sta scivolando giorno dopo giorno in una condizione di insicurezza diffusa, concreta e quotidiana.
Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno costruito campagne elettorali intere sventolando la parola ‘sicurezza’ come uno slogan vuoto. Sei anni dopo, il bilancio è impietoso: Pescara è meno sicura, più violenta, più fragile. Ordinanze spot, slogan e passerelle funzionano sui social del sindaco, ma non nei quartieri e non nella vita reale dei cittadini. Quello che manca è sotto gli occhi di tutti: una strategia seria e realizzabile.





