L’AQUILA – In Abruzzo è forse inutile l’appello accorato del commissario all’emergenza covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, volto a far vaccinare il prima possibile gli oltre 216 mila tra docenti e addetti della scuola che mancano ancora all’appello. Passaggio fondamentale per poter riaprire le scuole in presenza a settembre con ragionevoli margini di sicurezza.
Dai dati aggiornati dell’Anagrafe nazionale del Ministero della Salute, risulta infatti che nella regione i vaccinati, tra docenti e personale scolastico, rappresentano una piccola minoranza, forse fisiologica. Visto che hanno ricevuto due dosi o la dose unica in 23.989, una sola dose in 5.675, mentre non si sono ancora vaccinati appena in 427.
In totale dunque in Abruzzo sono immunizzati o stanno completando la vaccinazione il 98,5% dei docenti e personale scolastico, e manca all’appello solo l’1,5%.
Questo rispetto alla media italiana dell’85,1% (1.063.903 docenti e personale scolastico con entrambe le dosi e 180.168 con una sola dose), mentre sono 216.221 senza nessuna dose, il 14,8%.
Il dato abruzzese è il migliore dopo quello del Friuli Venezia Giulia e Campania, al 100%, e del Molise, al 99,7%.
In un quadro dove la situazione ritenuta più preoccupante è in Sicilia, dove la vaccinazione ha riguardato solo il 56,4% tra docenti e personale scolastico, nella Provincia autonoma di Bolzano, 61,4%in Sardegna, 66,7%, Calabria, 67,1% Liguria 73,1%, Umbria 74,7%.
Numeri che hanno allarmato il governo, visto che l’obiettivo è tornare a settembre a scuola in presenza, dicendo addio alla didattica a distanza, salvo nuove emergenze. Tanto che Figliuolo ha scritto a tutte le Regioni, “visto che ce ne sono ancora sotto l’80% e bisogna cercare di fare di più cercando di far capire a tutti gli operatori scolastici l’importanza di vaccinarsi non solo per se stessi, ma anche per la collettività”, ha detto il generale.
Sulla questione è intervenuto anche il ministro Roberto Speranza: “la stragrande maggioranza degli insegnanti ha aderito alla vaccinazione anti-Covid. C’è una percentuale molto significativa del personale scolastico che si è protetta. Dobbiamo lavorare perché questa percentuale cresca ancora nelle prossime settimane e secondo me le condizioni ci sono. Lavoriamo perché a settembre la scuola possa riprendere nel modo più sicuro possibile”.
Più risoluto Attilio Fratta, il presidente nazionale del sindacato dei presidi: “Proporrei l’obbligatorietà per quegli insegnanti che non si sono ancora immunizzati, come per i medici . Se una persona costituisce un pericolo sociale deve essere allontanata. Stesso discorso vale per gli studenti: i vaccini salvano le vite, di tutti. Quindi bene all’immunizzazione per la fascia che va dai 12 ai 16 anni”.
“La socialità – ha continuato Fratta – è alla base dell’istruzione: il Covid ha già costretto i nostri ragazzi al distanziamento sociale per troppo tempo, l’anno scolastico deve iniziare in presenza e in sicurezza”.
Focalizzando ancor di più l’attenzione all’Abruzzo, in provincia di Teramo risultano vaccinati con due dosi il 95% degli insegnati e addetti della scuola vaccinati con due dosi, 7.801 su 8.212, in provincia di Chieti ci si attesta al 92,5%, (9.224 su 9.972), in provincia dell’Aquila sono il 92%, (8.239 su 8.955), leggermente più indietro la provincia di Pescara all’89% (7.684 su 8.634).




