L’AQUILA – È sempre più forte lo scontro tra l’assessore al Personale della Regione Abruzzo Federica Carpineta e mondo del sindacato: dopo gli attacchi e le controrepliche relative a concorsi per stabilizzazioni e questione precari ad accendere la miccia, questa volta, è un emendamento approvato nelle scorse settimane dal Consiglio regionale ma di cui solo recentemente si è venuti a conoscenza che autorizza la Giunta e il Consiglio, prima dei concorsi pubblici, a reperire personale scorrendo le graduatorie di concorsi già banditi, tra cui alcuni per dirigenti.
Pronta la replica della Carpineta che ha dichiarato come la Cgil sia “impreparata e senza memoria” mentre per Carmine Ranieri, segretario Fp del sindacato, si tratta di un provvedimento “ad personam”

RANIERI, CIGL-FP: “PROVVEDIMENTO AD PERSONAM”

“E’ una legge ad personam perché attingendo personale dalle graduatorie tutt’ora vigenti si hanno ben presenti nomi e cognomi. Ed i soggetti già individuati beneficeranno della previsione normativa” ha dichiarato il segretario regionale della Cgil Funzione Pubblica, Carmine Ranieri che chiede l’annullamento del provvedimento approvato dalla maggioranza di centro destra all’Emiciclo.

La norma ha già suscitato malumori e mal di pancia come quella contenuta, e approvata, in un emendamento che provocò le  ire del centro sinistra in Regione:  quello che offre la possibilità, per ora smentita dal Pdl, al personale di nomina politica, i cosiddetti portaborse, di accedere alle selezioni per i posti a tempo determinato relativi al percorso creato per dare altri tre anni di lavoro ai precari che al 28 settembre del 2007 hanno maturato tre anni di militanza nella pubblica amministrazione nel quinquennio precedente.

L’ultima norma voluta dall’assessore Federica Carpineta riduce al minimo i già ridotti spazi per i 160 precari della Giunta, dei quali prima di questa legge solo una cinquantina avrebbero potuto accedere alla selezione

“La legge svilisce le legittime aspettative del personale interno che aspira ad effettuare progressioni verticali di carriera – aggiunge Ranieri – ed annulla le legittime aspettative dei precari della Regione ed in tal senso viola un accordo con i sindacati”.
Tra i dipendenti è scoppiata una vera e propria rivolta, mentre la Cgil ha annunciato l’intenzione di voler segnalare il provvedimento al Governo affinchè venga impugnato davanti la corte costituzionale.

“Il provvedimento è stato inserito di straforo durante a variazione di bilancio.  – ha chiosato Ranieri -. Il 2010 è terminato e si vogliono fare comunque nuove assunzioni? Magari di dirigenti, in tal senso ci sono graduatorie fatte ed un ulteriore concorso in espletamento alla modica cifra di 100mila euro cadauno. Tutto ciò in barba alla volontà dichiarata dalla Carpineta di ridurre i costi del personale”.

LA REPLICA DELLA CARPINETA: “CGIL IMPREPARATA

L’AQUILA – “La Cgil, presa da una voglia di far polemica stantia e fine a sé stessa, com’é ogni polemica di mera speculazione, mostra un’ingiustificabile impreparazione in materia di leggi e di organizzazione del personale pubblico. La nota, diffusa ieri dal segretario regionale Cgil-Funzione pubblica, Carmine Ranieri, mostra una ignoranza inaccettabile”.
È quanto afferma l’assessore al Personale della Regione Abruzzo Federica Carpineta.

“L’emendamento approvato dal Consiglio regionale – ha spiegato – innanzitutto, era perfettamente a conoscenza di Ranieri, che era presente in sede di riunione informativa, quando i rappresentanti del Consiglio hanno illustrato il testo che sarebbe stato poi presentato all’approvazione dell’Aula”.

“Quell’emendamento, comunque, non ha nulla di grave e di criminoso, né di clientelare – ha aggiunto l’assessore – Anzi, é perfettamente in linea con le leggi nazionali, finalizzate anche al risparmio della spesa pubblica, in particolare con la legge 3/2003 (art.9) ‘Utilizzazione di idonei di concorsi pubblici’, confermata nella successiva L.350/2003 (la Finanziaria), che la Cgil e Ranieri non possono far finta di non conoscere. Del resto, un sindacato dovrebbe anche sapere che gli idonei di un concorso hanno un evidente interesse legittimo e anche un diritto ad essere immessi nei ruoli per cui hanno fatto concorso, superando tutte le prove”.

“Ma tutto questo, anzi, il non dimostrare di conoscere tutto questo – ha osservato la Carpineta – deriva non solo dalla dismessa capacità di studio e di approfondimento da parte dei sindacalisti della Cgil, ma anche da un grave deficit della loro memoria. Infatti Ranieri, che con estrema gravità accusa il Consiglio regionale di provvedimento ‘ad personam’, dimentica che, se un provvedimento ‘ad personam’ è stato fatto, esso è stato attuato nel 2006, trasformando un posto da dirigente in Consiglio e, solo successivamente, utilizzando lo scorrimento di graduatoria della Giunta regionale”.

“Lui e la Cgil, allora, dov’erano? – ha chiesto – La nostra Legge regionale, nel pieno rispetto della trasparenza, dice chiaramente che lo scorrimento può avvenire solo per i posti già presenti in pianta organica, eliminando così qualsiasi sospetto di provvedimento costruito sulla preventiva individuazione di singoli soggetti, cioé ‘ad personam'”.

“Quando poi la Cgil accusa l’attuale Giunta di mortificare il personale regionale – fa notare ancora la Carpineta – dimostra di avere, o fa finta, un grave vuoto di memoria di circa 20 anni: tanto tempo si è atteso per avviare le verticalizzazioni per il personale della Regione Abruzzo, che mai la Cgil ha fatto fare, anche quando hanno avuto assessori molto amici”.

“Noi, nonostante il terremoto, le abbiamo avviate. Ma loro, proprio loro, i sindacalisti della Cgil – ammonisce – in sede di concertazione, hanno preteso di inserire quei criteri che hanno portato ora ad atti impugnati che si ritorcono contro centinaia di dipendenti, che invece hanno atteso ed attendono ancora di poter progredire come veramente meritano”.

“Se questa è la Cgil – ha stigmatizzato l’assessore Carpineta – se questa è la sua preparazione in materia, se questa è la sua memoria, ben vengano i suoi attacchi: sono sconfitte per la loro guerra a difesa della conservazione di vecchi privilegi, quelli sì ‘ad personam’, e invece sono medaglie al merito per tutti quelli che, come noi, vogliono modernizzare la macchina amministrativa della nostra Regione, valorizzando innanzitutto le risorse interne”.