L’AQUILA – Per la chiesa aquilana, solo passando attraverso la Porta Santa si può ottenere l’indulgenza plenaria.
Il tradizionale ingresso della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, riaperta parzialmente dopo i gravi danni subìti nel terremoto del 6 aprile 2009 sarà aperto, sia pure per visite brevi e a piccoli gruppi, nel giorno clou della Perdonanza ai fedeli desiderosi di oltrepassare la soglia per ricevere lo speciale perdono concesso nel 1294 da Papa Celestino V.
Questo nonostante la chiusura della Basilica di Collemaggio, sancita con una ordinanza del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, per motivi di sicurezza in seguito allo studio dell’Università del capoluogo e del Politecnico di Milano, secondo il quale c’è il “concreto pericolo” di crolli in caso di forte scossa.
In questi giorni, i tecnici incaricati dal Comitato Perdonanza troveranno soluzioni per mettere in sicurezza lo spazio che sarà aperto solo per questo rituale, visto che tutti gli altri eventi saranno programmati all’aperto di fronte la Basilica.
Per lucrare l’indulgenza plenaria saranno permessi ingressi scadenzati con soste molto brevi e controllate.
La decisione è stata presa dal Comitato in una riunione che si è conclusa a tarda sera seguìta a un sopralluogo a Collemaggio degli organizzatori e dell’ufficio liturgico della Curia aquilana.
Come sottolineato dall’assessore ai Lavori pubblici Alfredo Moroni, vice presidente del Comitato, la Chiesa aquilana ha chiesto l’apertura della Porta Santa perché solo oltrepassando la soglia si può ottenere l’indulgenza.
Alla luce di ciò, sono state scartate le ipotesi di aprire la Porta Santa senza la possibilità di entrarvi oppure di far accedere i fedeli da un ingresso più sicuro.
“Per cambiare questa tradizione sarebbe servito un decreto papale, visto che con quest’ultimo è stato stabilito che solo quella Porta Santa concede l’indulgenza – spiega Moroni – Un’ipotesi non percorribile perché sono necessari almeno 6 mesi. Allora adotteremo misure per ingressi brevi e controllati a piccoli gruppi di persone alla volta con i crismi della massima sicurezza. Ci attiveremo subito”.
Moroni ha sottolineato che la messa e le altre iniziative religiose e culturali saranno svolte all’aperto fuori la Basilica.
Al sopralluogo hanno partecipato tra gli altri il vescovo ausiliare, monsignor Giovanni D’Ercole e il vicario per il Culto e la santificazione don Daniele Pinton, che sono stati entrambi irremovibili nel dire no al cambiamento della tradizione.



