L’AQUILA – “La salute è un diritto di tutti, basta tagli!”, “Difendiamo la sanità pubblica”, “Via il superticket!”. Sono solo alcune delle scritte che campeggiano nei cartelloni imbracciati oggi da oltre un centinaio di pensionati, e sindacalisti delal Cgil, Cisl e Uil, i primi ad arrivare davanti palazzo dell’Emiciclo all’Aquila, in occasione del consiglio regionale.
Una manifestazione che intende riportare l’attenzione sulla sempre più difficile situazione in cui versano migliaia di pensionanti abruzzesi, esclusi di fatto dal diritto a curarsi, per i costi crescenti delle prestazioni, anche a causa dell’aggravio del superticket introdotto negli anni del commissariamento della sanità regionale, e poi mai tolto anche dopo la fine della “tutela” ministeriale, per il ridimensionamento dei presidi sanitari nelle aree interne, per il bubbone delle liste di attesa, con l’impossibilità, per chi percepisce una misera pensione, di “saltare la fila” rivolgendosi ad un privato.
Va considerato, a tal proposito, che in Abruzzo oltre il 50 per cento dei pensionati riceve un assegno di 500 euro al mese. Otto pensionati su dieci, inoltre, non superano i mille euro e solo sei su cento superano i 1.500 euro.
Tutte queste istanze sono contenute in una petizione organizzata nei mesi scorsi dai sindacati, che ha raggiunto quota 18mila firme. Previsto in giornata un incontro con il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Forza Italia.
“Nella nostra petizione – spiega ad Abruzzoweb Germana Temporin, segretaria regionale Uil Pensionati – chiediamo che venga eliminato innanzitutto il super ticket di 10 euro per ogni ricetta e ogni impegnativa, che pesa moltissimo sulle persone anziane. avevamo già raggiunto un intensa all’indomani dell’uscita dal commissariamento del sistema sanitario regionale, ci sono risorse anche livello governativo”.
Per Mario Gatti, segretario interregionale della federazione Pensionati Cisl Abruzzo e Molise, “le liste di attese sono intollerabilmente lunghe, e questo viene pagato da pensionati, molti rinunciano alle cure. La regione deve risolvere il problema, e c’è un sono modo, assumere personale”.
“Una delle priorità di questa amministrazione regionale – osserva infine Oleandro Geppino, segretario Spi Cgil Teramo – va riorganizzata in modo diverso la sanità territoriale. Gli entroterra del teramano, a maggior ragione dopo il sisma del 2019 e poi del 2017, rischiano lo spopolamento, ed è per questo che prima di ogni cosa vanno garantiti i servizi essenziali, a cominciare da quelli sanitari, altrimenti anche la ricostruzione post-sismica di molti centri montani risulterà inutile”.



