PENNADOMO – Il sindaco di Pennadomo (Chieti), Antonietta Passalacqua, interviene sul tema della riduzione della fornitura idrica in estate dopo la segnalazione raccolta qualche giorno fa da Abruzzoweb di Mario Mercuri, uno dei frequentatori estivi del suggestivo paesino, che ha parlato di un “calvario dell’acqua”.

Il primo cittadino spiega quali sono state le richieste fatte al gestore ma che non sono state prese in considerazione.

LA NOTA INTEGRALE

In riferimento all’articolo comparso il 9 agosto sul sito www.abruzzoweb.it  desidero portare a conoscenza cittadini residenti e non e anche i turisti della reale situazione riguardante la fornitura idrica, dal momento che mi è sembrato che si è portati a parlare e ad esprimere giudizi con informazioni imprecise e basate su dicerie, senza aver acquisito le dovute documentazioni.

Il problema della carenza idrica in estate riguarda purtroppo oltre che il nostro paese, anche molti altri centri della nostra regione. Tra di essi ce ne sono alcuni, anche in comuni in cui la gestione è affidata alla SASI, che adottano provvedimenti  molto più drastici per sopperire a tale carenza, come la fornitura limitata ad una sola ora al giorno. Tale situazione costa sacrificio per tutti coloro che si trovano a soggiornarvi, residenti e non residenti, al di là dell’entità del costo della bolletta.

La nostra amministrazione comunale ha sempre tentato di rimediare al disagio effettuando per tempo un piano di gestione idrica, che comprende anche la richiesta di integrazione di 1 litro d’acqua/secondo dall’1 al 20 agosto, che l’ATO ha tempestivamente provveduto a comunicare con le dovute direttive alla SASI. Riguardo ad esse i tecnici della SASI hanno sempre e deliberatamente deciso di ignorare i suddetti ordini con metodi e sistemi ricattatori.

Il ricorso alle autorità giudiziarie e alle forze dell’ordine hanno portato solo un momentaneo beneficio.

Nonostante tutto, la storia si è ripetuta anche per l’anno corrente.

Ci tengo a specificare che il quantitativo di acqua richiesto come supplemento alla SASI, fino alla metà del mese di luglio veniva riversato dalla società nella rete fognaria.

A seguito di tali ripetuti episodi l’Ambito Territoriale ha più volte presentato richiesta alla SASI di fornire giustificazioni riguardo al metodo di gestione della fornitura e del quantitativo di acqua che parte da Capo Vallone, ma purtroppo non abbiamo mai ricevuto un riscontro.

Per ulteriori informazioni riguardanti l’argomento è possibile recarsi presso la sede comunale.