PESCARA – Nel 2015 in Abruzzo sono stati 3 gli arresti effettuati per pedofilia online, con 17 denunciati, 1850 siti monitorati, 8 perquisizioni effettuate e 20 siti web pedopornografici inseriti in black list.
Bastano questi dati per rafforzare l’importanza dell’iniziativa promossa dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni nel mese di febbraio, in occasione del Safer Internet Day 2016, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, sul tema del cyberbullismo nelle scuole delle province di L’Aquila, Pescara, Teramo e Chieti. Gli incontri con gli studenti, previsti nell’ambito del progetto nazionale Una vita da social, avranno l’obiettivo di aiutare gli utenti della Rete a navigare in piena sicurezza e a gestire con consapevolezza e controllo i dati condivisi online.
L’iniziativa ha anche una sua pagina facebook “unavitadasocial”, nella quale vengono riportate tutte le attività e le impressioni dei giovani studenti.
“Prevenzione e formazione – dichiara Elisabetta Narciso Dirigente del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni dell’Abruzzo – sono gli strumenti più efficaci nei confronti dei giovani affinché imparino a navigare con consapevolezza in internet. La formazione consente di aiutare i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web”.
L’obiettivo delle attività di formazione è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé e per gli altri.
La formazione sui temi della sicurezza e dell’uso responsabile della rete è un impegno quotidiano della Polizia di Stato e la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è assolutamente determinante.
Un impegno avvalorato anche dai recenti dati pubblicati da Norton Cyber Security Insights Report, sul rapporto tra giovanissimi e sicurezza online. Dal report emerge che il 92 per cento dei genitori italiani si è detto preoccupato della sicurezza online dei propri figli, e tre su quattro hanno dichiarato di aver preso precauzioni per proteggerli. Le misure più utilizzate dai genitori sono state le limitazioni all’accesso ad alcuni siti web (53 per cento e alle informazioni che postano su di loro sui propri social network (51 per cento, insieme a quelle che i loro figli possono condividere con le loro cerchie di amici online 47 per cento.
Inoltre, il 42 per cento dei genitori italiani ha dichiarato episodi di cybercrime subiti dai figli, i più frequenti dei quali sono stati il download di un virus sul loro PC o su quello della famiglia (20%), risposte a email di phishing (9 per cento, episodi di smishing (la variante SMS del phishing) e violazioni dei profili social (entrambe al terzo posto in classifica, con l’8 per cento delle risposte).
In questo contesto, le maggiori preoccupazioni dei genitori riguardano per il 61 per cento il timore che i propri figli possano dare troppe informazioni a sconosciuti, il 59% la paura che possano essere convinti con l’inganno a incontrare malintenzionati e il 53 per cento che potrebbero subire atti di bullismo oppure molestie.
“La formazione – spiega ancora Narciso – consente di aiutare i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web. Preme ricordare che la Specialità è presente anche sulla Rete, continua Elisabetta Narciso, con consigli utili che possono essere reperiti sul sito poliziadistato.it e su quello del commissariatodips.it, oggi anche attraverso l’App scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone o su tablet, sia per il mondo Apple che Android”.






