L’AQUILA – È scattata la conta tra i consiglieri nazionali del Popolo della libertà abruzzese, 40-45 in tutto, in vista del duello di sabato, quando a Roma si confronteranno i “falchi” e le “colombe” chiamate a decidere sul futuro del partito nella riunione della direzione nazionale.

Da un lato, i primi, saldamente con la corrente lealista pro Silvio Berlusconi che punta al ritorno a Forza Italia e a una svolta anti-governativa, dall’altro i secondi, che riconoscono comunque al fondatore la leadership del movimento, ma che non vogliono saperne di far mancare la fiducia all’esecutivo delle grandi intese guidato dal premier Enrico Letta.

Sostanzialmente il Pdl è diviso in quattro pezzi: gli ultras forzisti, i seguaci del governatore Gianni Chiodi, schierato con il Cav ma che avrebbe tranquillamente fatto a meno di un redde rationem a pochi mesi dalle elezioni regionali e cerca di mantenere silenziata la diatriba, gli ex di Alleanza nazionale della corrente di Maurizio Gasparri, con B. ma in posizione di mediazione, e i fedelissimi del vice primo ministro Angelino Alfano, la cui poltrona traballa sotto i colpi dei seguaci della bandierina tricolore.

Un panorama decisamente caotico, che risente delle fibrillazioni legate al voto sulla decadenza di Berlusconi, previsto per il prossimo 27 novembre.

Separata quasi a metà la pattuglia dei sette parlamentari: il ministro Gaetano Quagliariello, la senatrice Federica Chiavaroli e i deputati Filippo Piccone e Paolo Tancredi sono “alfaniani”, l’onorevole Fabrizio Di Stefano è un “gasparriano”, mentre Paola Pelino e Antonio Razzi, inquilini di palazzo Madama, sono berlusconiani senza se e senza ma.

Ok ad Alfano pure dall’ex deputato Marcello de Angelis, ancora nella lista degli oltre 800 consiglieri nazionali in quanto membro eletto, quindi anche avendo perduto il seggio a Montecitorio ha mantenuto la sua carica di dirigente di partito.

Dalle parti dell’Emiciclo, è noto l’attivismo dell’assessore Gianfranco Giuliante e dei consiglieri Riccardo Chiavaroli e Luca Ricciuti, falchi all’ennesima potenza, che hanno spinto a tal punto sull’acceleratore tanto da aver ventilato l’ipotesi di formare un loro gruppo con il nome di Forza Italia senza neanche il prefisso Pdl.

La linea delle colombe, invece, è retta dagli assessori Angelo Di Paolo e Carlo Masci, dal capogruppo Lanfranco Venturoni, e dai consiglieri Walter Di Bastiano e Nicola Mincone.

Con Chiodi il presidente del Consiglio, Nazario Pagano, il numero due dell’esecutivo regionale, Alfredo Castiglione, i colleghi di Giunta Federica Carpineta e Mauro Di Dalmazio e il consigliere Nicola Argirò. Ancora indecisi sul da farsi, infine, Lorenzo Sospiri e Giuseppe Tagliente.

Fuori dai giochi l’assessore Luigi De Fanis, al centro di una vicenda giudiziaria che lo ha portato agli arresti domiciliari.

Sul fronte dei sindaci, il teramano Maurizio Brucchi è un “chiodiano”, Umberto Di Primio (Chieti) si è schierato a sorpresa con Alfano, mentre il pescarese Luigi Albore Mascia è alla finestra.

Le colombe fanno il pieno tra i presidenti di provincia, avendo incassato le firme di Antonio Del Corvo (L’Aquila), Guerino Testa (Pescara) e Valter Catarra (Teramo).

Ci sono, poi, tutti gli altri, variamente schierati, vedi i coordinatori provinciali Alfonso Magliocco (L’Aquila-Sulmona), braccio destro di Giuliante e quindi forzista, Massimo Verrecchia (Avezzano), uomo di Piccone, dunque con Alfano, e Lucio Cieri, vicino a Di Stefano e, di conseguenza, agli sherpa dell’armonia gasparriani.

L’ELENCO COMPLETO

I FALCHI

Parlamento: Paola Pelino e Antonio Razzi.

Regione: Gianfranco Giuliante, Riccardo Chiavaroli e Luca Ricciuti.

Coordinamenti provinciali: Alfonso Magliocco (L’Aquila-Sulmona).

LE COLOMBE

Direzione nazionale: Marcello de Angelis.

Parlamento: Gaetano Quagliariello, Federica Chiavaroli, Filippo Piccone e Paolo Tancredi.

Regione: Angelo Di Paolo, Carlo Masci, Lanfranco Venturoni, Walter Di Bastiano e Nicola Mincone.

Enti locali: Umberto Di Primio (sindaco Chieti), Massimo Pastore (vice capogruppo Comune di Pescara), Antonio Del Corvo (presidente L’Aquila), Valter Catarra (presidente Teramo), Guerino Testa (Pescara), Pasqualino Di Cristofano (capogruppo Provincia L’Aquila), Salvatore Orsini (vice capogruppo Provincia L’Aquila).

Coordinamenti provinciali: Massimo Verrecchia (Marsica).

I CHIODIANI

Regione: Gianni Chiodi, Nazario Pagano, Alfredo Castiglione, Federica Carpineta e Mauro Di Dalmazio. 

Enti locali: Maurizio Brucchi (sindaco Teramo) e Guido Liris (capogruppo Comune L’Aquila).

I GASPARRIANI

Parlamento: Fabrizio Di Stefano.

Regione: Mauro Febbo ed Emilio Iampieri.

Coordinamenti provinciali: Lucio Cieri (Chieti).

Giovani per le libertà: Jessica Verzulli.

INDECISI

Regione: Lorenzo Sospiri e Giuseppe Tagliente.

Enti locali: Luigi Albore Mascia (sindaco Pescara), Paolo Sisti (capogruppo Provinci Chieti), Raimondo Micheli (capogruppo Provincia Teramo), Angelo Faieta (vice capogruppo Provincia Pescara) e Rita Ettorre (vice capogruppo Provincia Teramo).

LE REAZIONI

GIULIANTE: “IN ABRUZZO PARTITA GIOCATA SULL’EQUIVOCO”

“Domani si formalizzerà il nuovo partito: Forza Italia. Ciò evidenzierà con chiarezza le appartenenze. Noi, che convintamente vi aderiamo, lavoreremo per l’unità del centrodestra, in vista della futura campagna elettorale per la Regione. Ciononostante, non possiamo esimerci ancora una volta dall’esprimere una netta bocciatura della gestione di questa ‘partita’ giocata, in Abruzzo, fino all’ultimo momento sul filo dell’equivoco”.

Ad affermarlo è l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, che domenica 17 novembre alle ore 11 salirà sul palco della Sala “Tre Marie” dell’Archivio di Stato a Bazzano, durante l’incontro “Orgoglio, identità, partecipazione. Il futuro del centrodestra a L’Aquila, in Abruzzo, in Italia”.

Insieme a lui l’onorevole Altero Matteoli. Quella di domenica sarà in assoluto la prima iniziativa organizzata in Italia dalla nuova formazione politica.