L’AQUILA – “Le primarie si devono fare”.

Questo il diktat arrivato da Roma che irrompe all’interno del Popolo della libertà abruzzese, scompaginando i piani in vista delle prossime elezioni amministrative.

Non è un mistero, infatti, che all’Aquila le pre-consultazioni siano in alto mare, chieste a gran voce solo da una fazione del partito, mentre ad Avezzano (L’Aquila), l’altro grande centro dove si voterà, di primarie non se ne parla proprio.

Ma ora cambierà tutto, è arrivata la doccia fredda. Secondo quanto appreso da AbruzzoWeb, infatti, il potente ex responsabile Enti locali di Forza Italia, Mario Valducci, oggi numero due dello stesso settore nazionale del Pdl, sta lavorando alla stesura di un decalogo per la regolamentazione delle consultazioni, che potrebbe già essere ufficializzato la prossima settimana.

La notizia gira da alcuni giorni e sicuramente sarà al centro della riunione del coordinamento regionale del partito, prevista per lunedì.

L’indicazione di fare le primarie per scegliere i candidati sindaci era giunta dal segretario nazionale, Angelino Alfano, all’indomani della sua investitura da parte di Silvio Berlusconi, e l’indiscrezione conferma quella volontà. Deroghe saranno previste solo nelle città dove il centrodestra ha dato un’indicazione unanime, evenienza che in Abruzzo sarebbe più unica che rara.

La cosa è destinata ad aumentare ancora di più l’agitazione dentro il Pdl, dove da alcune settimane, in maniera più o meno palese, si stanno scontrando le fazioni di chi non vuole le primarie e chi, invece, le reclama come momento fondamentale per la scelta dei candidati sindaci per le amministrative della prossima primavera.

Tra i primi va iscritto sicuramente il coordinatore regionale, il senatore Filippo Piccone, che le reputa un ostacolo verso uno dei suoi principali obiettivi della stagione: piazzare sullo scranno più alto del Comune di Avezzano il suo avvocato di fiducia Antonio Milo, nonostante la fronda di un’agguerrita pattuglia di consiglieri e assessori che, dopo aver assistito a un “congresso bulgaro”, come hanno definito quello per il rinnovo della dirigenza del coordinamento marsicano, non ci stanno a farsi calare dall’alto il nominativo di colui che dovrebbe raccogliere l’eredità del primo cittadino uscente, Antonello Floris.

La cosa ha fatto fibrillare anche l’ambiente aquilano, perché l’indicazione diretta di Milo ad Avezzano potrebbe comportare qualcosa di simile nel capoluogo. Almeno così la pensa il segretario provinciale pidiellino, l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, che da qualche tempo sta facendo ferro e fuoco affinché si facciano le primarie, con l’intento prioritario di sbarrare la strada al candidato più quotato del centrodestra: il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis che, secondo alcuni, avrebbe ottenuto l’ok alla discesa in campo dallo stesso Piccone e dal presidente della Regione, Gianni Chiodi.

L’irruzione delle primarie, naturalmente, finirà per cambiare nettamente lo scenario. A quel punto De Matteis sarebbe costretto a correre da solo, visto che non è nei suoi piani passare per le forche caudine di una consultazione che ritiene possa essere “inquinata” dalle “truppe cammellate” di soggetti esterni al centrodestra.

A De Matteis rimarrebbero le sei liste, alcune politiche altre civiche, che sta approntando, anche se non è escluso che potrebbe comunque accedere a un eventuale secondo turno tagliando fuori dal ballottaggio il centrodestra “ufficiale”. Ma arrivare a uno showdown simile vorrebbe dire riconsegnare L’Aquila al centrosinistra, per cui bisognerebbe vedere fino a che punto i contendenti siano disponibili a rischiare.

Meno complicate le situazioni negli altri centri maggiori dove si vota: in alcuni casi, anzi, le primarie potrebbero rappresentare l’unico strumento per trovare un candidato valido. A Spoltore (Pescara), per esempio, il Pdl è in alto mare e non ha ancora ipotizzato un nome spendibile, stessa cosa a Martinsicuro (Teramo).

Sempre nel Pescarese, a Montesilvano, il clima è decisamente meno infuocato che all’Aquila e ad Avezzano. Il sindaco uscente, Pasquale Cordoma, è alla prima legislatura ma ha già fatto sapere che è disponibile a rimettere il suo mandato nelle mani del partito qualora fosse necessario.

Nel Chietino, infine, partita chiusa a San Salvo, dove c’è stato un unanime nulla osta sull’avvocato Tiziana Magnacca, consigliere comunale di opposizione non iscritto a nessun partito. A Ortona, invece, la sfida è tutta interna al Pdl e vede contendersi la candidatura il capogruppo comunale e assessore provinciale Remo Di Martino e il presidente del Consiglio, Tommaso Cieri, terzo incomodo l’assessore all’Urbanistica Giuseppe Granata.