L’AQUILA – Esplode la guerra generazionale nel Partito democratico aquilano, dopo il vertice fiume durato oltre 5 ore convocato nella sede di via della Croce Rossa per fare il punto, ancora a caldo, sulla clamorosa debacle elettorale che ha portato il centrodestra di Pierluigi Biondi a conquistare il Comune battendo al ballottaggio Americo Di Benedetto.

A dispetto delle concilianti dichiarazioni ufficiali di alcuni dei protagonisti, la riunione ha avuto momenti di tensione quando sul banco degli imputati sono finiti i “giovani”, anche se i vari strali non si sono concretizzati in richieste formali di dimissioni nei confronti della segreteria o altre mosse politiche.

Tutto è rinviato al cosiddetto ‘attivo’ di lunedì sera, aperto alla ‘base’ e che quindi minaccia di essere ancora più bollente, e alla sfida per la segreteria che si terrà in autunno con Stefano Albano ancora in campo.

Secondo quanto appreso, si è sottolineato il sostanziale fallimento della “prova di maturità” da parte della classe dirigente giovane, in particolare con l’ex sindaco, Massimo Cialente, nel ruolo di ‘pubblico ministero’ e il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci in quello di ‘avvocato difensore’ delle nuove leve.

Prima ancora sul banco degli imputati era finito lo stesso Di Benedetto, additato di essere stato un corpo estraneo al partito in campagna elettorale, di avere peccato di coordinamento e di avere anche rifiutato l’aiuto dei più navigati esponenti dem: rabbiosa, per una volta, la reazione dell’interessato.

“Non c’è scontro generazionale, ma tra le varie chiavi di lettura c’è questo aspetto: è stato un voto contro establishment, lo siamo come Pd ma lo è anche il gruppo che, per decenni, ha guidato la città”, così commenta Pietrucci.

“Cialente non è più sindaco, ora ci sono Giovanni Lolli, che andrà in scadenza alla Regione tra due anni, e Stefania Pezzopane, al Senato tra uno, e vedremo che cosa si deve fare – ha aggiunto – C’è stata, comunque, una richiesta generale di apertura alle risorse nuove, il Pd non solo solo quei tre”.

Per Pietrucci, infine, l’ipotesi di candidatura riparatoria di Adb alla Camera dei deputati “non è una boutade, ma oggi non se n’è parlato”.

Poca voglia di parlare per Cialente. “Ho fatto una campagna da supporter, commentino quelli che sono stati i protagonisti – afferma – Il Pd è diviso? No, è un partito unito, il problema è che lo è da un sacco di anni ma avete visto com’è andata”.