L’AQUILA – “Nei partiti oramai nessuno escluso, compreso il Partito democratico ci sono cerchi magici dove poche persone si mettono d’accordo per gestire il brand e le candidature. Ma il  Pd in provincia e a L’Aquila perde oramai da 10 anni, e deve fare un cambio di passo deciso e forte”

Non le manda a dire, nell’intervista ad Abruzzoweb, il 62enne l’avvocato Carlo Benedetti, esponente nel Pd aquilano, consigliere comunale per cinque mandati dal 1994 al 2017, due volte ex presidente del consiglio comunale,  ex presidente del Pd dell’Aquila e della commissione regionale di garanzia, approdato nei dem dopo una lunga militanza nei Comunisti italiani.

A chi a questo cerchio magico appartiene non vuole dirlo, ma il riferimento, si intuisce è ai vertici regionali e provinciali del partito, intanto si augura che il candidato unico alla segreteria provinciale dell’Aquila, nel congresso che sarà fatto entro fine anno,  il capogruppo in Comune nel capoluogo, Stefano Albano, possa rappresentare una rottura dei vecchi schemi di potere.

“Lo giudicheremo e lo giudicherò dai chilometri che farà con la macchina in tutta la provincia, dai circoli che riuscirà a riaprire, dalle nuove energie che riuscirà a coinvolgere. Il Pd deve recuperare una centralità che non ha più, in città e e in provincia, deve avere la capacità di ricomporre intorno a sé le intelligenze e le personalità, e gli uomini e donne che diano a tutti la certezza di poter costruire un’alternativa. Certo è che se riempirà solo una casella e sarà un uomo della filiera politica, allora il mio giudizio sarebbe negativo”.

E spiega meglio il concetto di filiera, collegandolo a quello più frequentato dialetticamente di cerchio magico.

“Questo riguarda non solo il Pd ma tutti i partiti. In una democrazia i partiti sono fondamentali ma non svolgono più il ruolo che la Costituzione gli assegna, quella di mediare tra istituzioni e cittadini. Anche il Pd deve tornare a dotarsi di luoghi di democrazia vera. Non possono mettersi d’accordo 30 persone che costituiscono un cerchio magico e gestiscono il brand e le candidature”.

Oggetto di discussione e democrazia dovrebbe essere, prosegue Benedetti, anche la scelta del prossimo candidato sindaco dell’Aquila, e anche se le elezioni sono lontane, a primavera 2027, già si rincorre la voce di una possibile discesa in campo del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci.

“Su queste ipotesi non sono né favorevole né contrario. Credo che sia un’idea di Giovanni Lolli ma occorre anche qui  che ci sia discussione, che passasse attraverso i canali ufficiali del partito”.

Dopo un esercizio di critica al suo partito benedetti per par condicio non risparmia bordate al sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi e  del presidente della Regione, Marco Marsilio, entrambi di Fdi.

Biondi esprime una qualità politica molto bassa dal punto di vista tecnico, di cultura dell’amministrazione. E fa molto peggio di quello che si faceva nella prima Repubblica, nella gestione del potere, l’opposizione dovrebbe essere molto più incalzante sulle ditte che lavorano per il Comune, sugli incarichi ai professionisti e sulle assunzioni. Poi basta vedere l’elenco dei professionisti romani che lavorano con la Asl aquilana e anche gli incarichi tecnici dati a romani dal comune. Ritengo che Marsilio, romano che vive a Roma, fa l’interesse dei romani e anche Biondi, che mira a diventare romano”, riferendosi alla sua possibile candidatura in parlamento”.