PESCARA – Non commette reato il sindaco che cerca di accomodare i “desiderata” di chi bussa al suo ufficio, se il piacere per il quale si spende, e mette in campo la sua influenza, non rientra tra i suoi “poteri funzionali”.

Dunque se poi, in segno di ringraziamento, riceve un regalo dal “raccomandato”, il dono non può essere ritenuto il prezzo della corruzione.

Lo sottolinea la Cassazione, confermando l’assoluzione dell’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso che aveva ricevuto un pc portatile dopo aver fatto un “piacere”.

Contro il proscioglimento deciso dal gup il 23 febbraio 2011, la procura di Pescara ha protestato in Cassazione sostenendo che la “segnalazione”, al direttore generale di una Asl affinché trasferisse una dottoressa, era stata fatta “nella sua qualità di sindaco” e integrava un comportamento assunto, “comunque”, per via dell’incarico “ricoperto”. Quindi il dono ricevuto era sintomo evidente di un comportamento illecito.

Ma la Suprema Corte, con la sentenza 38762, ha replicato che “la corruzione” si realizza solo quando “l’atto o il comportamento oggetto del mercimonio rientri nella competenza, o nella sfera di influenza dell’ufficio al quale appartiene l’ipotetico soggetto corrotto, nel senso che occorre che sia espressione, diretta o indiretta, della pubblica funzione esercitata dal medesimo”.

Un “requisito non ravvisabile – spiega la Cassazione – nell’intervento del pubblico ufficiale che non implichi l’esercizio di poteri istituzionali propri del suo ufficio” ma “sia diretto ad incidere nella sfera di attribuzione di un pubblico ufficiale terzo, rispetto al quale il soggetto agente è assolutamente carente di potere funzionale”.

“La raccomandazione, in sostanza, è condotta che esula dalla nozione di atto d’ufficio”, chiarisce la Suprema Corte, anche se viene fatta da chi mette in gioco il “peso” del suo ruolo.

In questa vicenda, la persona raccomandata aveva ammesso che l’ex sindaco, “pur essendosi attivato nel sollecitare il desiderato trasferimento, non lo aveva condizionato alla promessa” di un qualche regalo.

Si era solo limitato, successivamente, a ricevere il pc in coincidenza “del suo compleanno e delle festività natalizie”.