L’AQUILA – Il campo largo all’opposizione del centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi, torna domani pomeriggio in conclave a Capestrano, in provincia dell’Aquila, nell’agriturismo di Alfonso D’Alfonso, imprenditore agricolo e coordinatore del movimento progressista e cattolico Demos.

Questo a sei mesi dall’incontro di marzo, nel medesimo agriturismo, e con ancora parecchi nodi da sciogliere per ricompattare la truppa in vista delle battaglie di autunno, nella consapevolezza però che le divisioni ci sono e pesano, su punti non secondari.

A formulare l’invito è stato il coordinatore del Patto per l’Abruzzo, Luciano D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo ed ex presidente della Tua, la società del trasporto regionale, candidato presidente nel 2024. Invito rivolto non solo ai consiglieri regionali, ma anche ai parlamentari e segretari di partito, “nella prospettiva della ripresa dell’attività politica e in vista delle imminenti scadenza che si prospettano”. Nell’invito non è stato però allegato un ordine del giorno.

Non è un mistero, alla vigilia del conclave, che parte dell’opposizione non gradisce più la leadership dello stesso D’Amico, tacciato di scarsa efficacia e determinazione negli scontri con la maggioranza, troppo poco trainante, nonostante la sua indubbia competenza accademica, lontano dal resto della truppa, con prese di posizione non condivise ed individuali, vedi quelle della riforma elettorale del collegio unico elettorale e i famigerati fondi a pioggia.

Per quanto l’opposizione fa quello che può, c’è poi fermento e anche nervosismo nella base elettorale, visto che l’azione in consiglio non viene ritenuta impattante e di rottura, e non smuove i consensi. Un problema è del resto rappresentato, in Abruzzo come a livello nazionale, dalle anime eterogenee che compongono il Patto dell’Abruzzo, che va da Movimento 5 stelle e Avs, fino ad Azione, passando per il Partito democratico, forza egemone, e la civica di D’Amico, Abruzzo Insieme.

Cosa questo significa si è visto in questo giorni sulla vicenda del progetto di estrazione del gas al lago di Bomba in provincia di Chieti: Azione, con il segretario regionale, il deputato Cesare Sottanelli, e il consigliere regionale Enio Pavone si è dichiarata favorevole, “in nome del progresso e dell’indipendenza energetica”. Mentre M5s e Avs sono dall’altra parte della barricata, assieme a Pd che si è schierato al fianco dei suoi tanti sindaci del territorio contrari.

Crea problemi anche un altro tema che dominerà l’agenda politica d’autunno: la riforma della legge elettorale, considerata prioritaria da Marsilio, con il collegio unico regionale, la tripla preferenza di genere, l’elezione anche del terzo candidato presidente.

L’opposizione su questo non è compatta: se il dem Pierpaolo Pietrucci ha già lanciato cannonate contro una norma che penalizzerà i candidati delle aree interne a favore di quelli della più popolosa area costiera, e moltiplicherà i costi delle campagne elettorali da estendere a tutto il territorio regionale, dall’altra parte D’Amico si era già detto d’accordo con la proposta di Marsilio, avendo un debole su questa e altre semplificazioni, vedi la Asl unica, progetto quest’ultimo che però sembra essere tramontato.

E potrebbero essere tentati di assumere posizioni concilianti con Marsilio i consiglieri che mirano alla conferma all’Emiciclo avvantaggiati rispetto ai rivali interni dell’entroterra nelle future elezioni del 2029.

Cavallo di battaglia dell’incontro di lunedì sarà senz’altro la sanità, con in testa il capogruppo Pd Silvio Paolucci, in una situazione in cui per risanare di deficit del 2025, ad oggi calcolato a 92 milioni di euro, a rischio è la copertura del bilancio di previsione di dicembre, visto che prevede il dem, ex assessore regionale alla Sanità, “il centrodestra è costretto ad accantonare ben 104 milioni di euro ogni anno per il prossimo triennio 2026/2028, quando “lo scorso anno la cifra ammontava a appena 20 milioni. Questo dopo l’aumento dell’addizionale Irpef dopo un anno di lacrime e sangue caratterizzato da peggioramento certificato di tutti i livelli assistenziali, in particolare quelli della prevenzione e della sanità territoriale e che senza certezze potrebbe davvero, come temiamo da tempo, portare l’Abruzzo a un nuovo commissariamento”.

E su questo fronte il Patto per l’Abruzzo sarà sicuramente compatto e coeso come pure contro l’opposizione alla riforma del ciclo idrico, con la riduzione da sei a due degli enti gestori, appena arrivata in commissione, a firma del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri.

Sembra essere rientrata anche la spaccatura provocata dalla crociata in solitaria di D’Amico contro i fondi a pioggia e a discrezione da parte di assessori consiglieri.

Un po’ perché lo stesso centrodestra, a causa del piano di rientro dal deficit sanitario, non potrà a dicembre fare una nuova distribuzione a spaglio dei fondi ad associazioni, eventi e comuni, tanto da aver già dovuto congelare le erogazioni decise l’anno scorso, in attesa delle oramai mitiche e improbabili maggiori entrate.

Un po’ perché sembra che D’Amico abbia mutato linea, visto che ad esempio ha votato a favore dello stanziamento di 100.000 euro  mila euro per la ricorrenza del centenario della proclamazione di San Gabriele. Battaglia sarà infine sul finanziamento della legge, ad oggi senza copertura, che prevede un sostegno economico a chi si trasferisce nei piccoli paesi a rischio di spopolamento.